Terapie contro dipendenza droghe, la revisione dello studio sulle mappature genetiche

stiloLa tossicodipendenza è una malattia grave con conseguenti problematiche di salute e sociali. La ricerca scientifica sul tema delle dipendenze è piuttosto ampia, tuttavia, ad oggi sono ancora scarsi i trattamenti efficaci per questa patologia. Inoltre, la risposta individuale ai trattamenti per le tossicodipendenze non è univoca ma risulta essere fortemente dipendente dai geni che regolano la sintesi, il metabolismo e il trasporto di importanti neurotrasmettitori coinvolti nei comportamenti di ricompensa e nell’uso di droghe, rendendo ancora più complessi gli interventi di cura.

 

LE CURE – Il sistema degli oppioidi endogeni svolge un importante ruolo nello sviluppo e nel mantenimento dei disturbi da uso di sostanze psicoattive, e in questo ambito, alcuni ricercatori della University of Texas (USA), hanno realizzato una revisione della letteratura scientifica concentrandosi proprio sul sistema oppioide con lo scopo di esaminare nello specifico, il ruolo dei geni oppioidergici negli esiti dei trattamenti farmacologici della dipendenza.

– La raccolta della letteratura scientifica è stata condotta attraverso i database Scopus e Pubmed cercando studi pubblicati fino a luglio 2014, incentrati sul rapporto tra polimorfismo (piccole variazioni genetiche) di geni oppioidergici e gli esiti dei trattamenti della dipendenza da alcol, oppioidi, e cocaina.

 

I DATI – Dall’analisi degli studi raccolti, è emerso che la variabilità di alcuni geni dei recettori mu, delta e kappa oppioidi (nello specifico, i geni OPRM1, OPRD1 e OPRK1), modula l’efficacia dei trattamenti con farmaci come il naltrexone e il metadone. La natura poligenica dei disturbi da uso di sostanze stupefacenti può dunque rappresentare un fattore che contribuisce al limitato tasso di successo dei trattamenti farmacologici tradizionali.

– La ricerca in questo ambito richiede ulteriori approfondimento in quanto i risultati sono limitati dalla piccola dimensione del campione negli studi clinici e dalla breve durata degli studi stessi.

 

CONCLUSIONI –  Fare una mappatura dei profili genetici concludono i ricercatori, potrebbe aiutare a prevedere la risposta di ogni specifico paziente ad un determinato trattamento e dunque fornire indicazioni utili alla scelta del più efficace.

 

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Di Redazione

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