Trapianto di cuore non riuscito, il commento del presidente nazionale di AITF

“La chirurgia non è una scienza esatta ed ogni ammalato che si presenta in sala operatoria ha subìto un suo percorso di malattia diverso dagli altri”

Di seguito, la dichiarazione del presidente nazionale A.I.T.F (Associazione Italiana Trapianti di Fegato), Marco Borgogno, in merito  alla  notizia relativa a un intervento di trapianto di  cuore non riuscito:
“L’eccessivo risalto dato dai “media” alla notizia di un trapianto di cuore non riuscito, rattrista e inquieta coloro che, come noi, hanno subito medesimo intervento al fegato. La scomparsa di un nostro simile, tanto più collega di sventura, non può che toccarci da vicino. E’ bene ricordare che la chirurgia non è una scienza esatta ed ogni ammalato che si presenta in sala operatoria ha subìto un suo percorso di malattia diverso dagli altri. Nel 2016 si sono svolti in Italia 3702 interventi (285 da vivente), nelle varie fattispecie, e la percentuale delle persone rinate ad una seconda vita è superiore al 90%. Ad oggi il trapianto rimane l’unica possibilità di sopravvivenza per molti pazienti e permette, nella maggior parte dei casi, la ripresa di un’esistenza migliore rispetto a prima dell’intervento. Tutte le associazioni che si occupano di queste problematiche stanno svolgendo, con la preziosa collaborazione delle istituzioni preposte, forti e lodevoli campagne di informazione e di sensibilizzazione su un tema etico, giustamente ostico per ogni individuo, qual è la donazione degli organi. Si è appurato che l’informazione per una scelta consapevole e responsabile sta portando lentamente ad una mentalità più aperta della nostra popolazione, concretizzatasi in   una regressione delle opposizione alla donazione. E’ quindi doveroso continuare su questa strada per consentire a molti ammalati in lista d’attesa di poter realizzare il sogno di poter continuare a vivere.”
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