Acqua su Marte? Storia e risposte dei geologi

Lo speciale dell'Agenzia Spaziale Italiana spiega come delle tracce potrebbero rivelare una antica presenza di acqua su Marte

mars_23_aug_2003_hubblePer i geologi sono uno scenario di particolare interesse perché le varie stratificazioni costituiscono una sorta di ‘libro aperto’ sul passato, in cui ogni strato rappresenta un ‘capitolo’: si tratta delle rocce sedimentarie, una realtà presente anche sul Pianeta Rosso e di grande utilità per indagarne la storia delle condizioni ambientali e della loro evoluzione.
A portare Marte agli onori della cronaca questa volta è una regione, situata nel quadrilatero Syrtis Major e designata come Nili Fossae, in cui sono state individuate rocce sedimentarie con minerali riconducibili ad una remota presenza di acqua (foto a sinistra – credits: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona).
I rilievi su questa regione sono stati effettuati da due differenti missioni di esplorazione marziana, Mars Express dell’ESA (foto in basso) e Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, rispettivamente con gli spettrometri OMEGA (Observatoire Martien pour l’étude de l’Eau pour les Glaces et l’Activité) e CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars). Il ritratto di Nili Fossae, invece, è stato realizzato dallo strumento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) di MRO.
Mars Express (Credits: ESA) La zona è contraddistinta da un letto roccioso con antiche stratificazioni che si estendono come striature orizzontali e sono parzialmente coperte da increspature più recenti, formate da polveri e altri detriti trasportati dal vento.
Sulla sinistra, è evidente un rilievo del vicino canyon, segnato da profonde fratture, che sembra aver lasciato andare nel sottostante letto roccioso detriti come pietre e sabbia. Secondo gli studiosi, il canyon non si deve all’azione erosiva dell’acqua, ma fa parte di un sistema di faglie all’origine di una serie di depressioni. Tuttavia, in base alle misurazioni di Mars Express e di MRO, i ricercatori ritengono che in un’epoca remota Nili Fossae possa aver accolto l’acqua.
Infatti, i dati ottenuti mostrano una cospicua presenza di minerali argillosi di varie tipologie, specifici dei sedimenti depositati dall’acqua. Inoltre, i differenti colori che nell’immagine caratterizzano le rocce a strati di Nili Fossae sono dovuti alla loro diversa composizione, un dettaglio che può fornire importanti informazioni sui cambiamenti del clima marziano nel corso del tempo.
Le formazioni sedimentarie di Nili Fossae, secondo gli studiosi, rendono questa zona un sito ideale per future missioni di esplorazione robotica di Marte.
Notizie: Ufficio Stampa ASI – Valeria Guarnieri
Foto: wikipedia.org