Analisi Torino, serve concentrazione assoluta per ripristinare un ambiente destabilizzato

Le recenti prestazioni dei granata di Torino hanno ridimensionato notevolmente le aspettative di un intero ambiente. Se dopo la vittoria casalinga contro l’Atalanta, l’entusiasmo era esploso e la possibilità di una salvezza anticipata era reale, ora la situazione si è totalmente rivoltata.

 

DA COSI’, A COSI’ – Le sconfitte contro Cagliari e Parma e il pareggio contro il Palermo hanno fatto ripiombare il Torino nelle zone pericolose, a soli 8 punti dalla terz’ultima. Così, si è passati dall’esaltazione per una squadra ritornata all’angoscia per una retrocessione non così lontana.

 

LA GRINTA GIUSTA, NEI MOMENTI SBAGLIATI – Benché il Torino sia una squadra che ha dimostrato, durante la stagione, concretezza tecniche e idee tattiche, non è mai riuscita a dare la zampata definitiva, dimostrando un potenziale che c’è, ma non si mostra mai quando serve. Si è palesato contro l’Inter a San Siro, ma non contro Cagliari, Palermo e Parma, contro le quali, a rigor di logica, sarebbe servito molto di più.

 

UN AMBIENTE IN AGITAZIONE – Tale discontinuità di prestazioni sta quindi iniziando a dare i suoi effetti, sebbene, ancora, piuttosto isolati. Martedì, durante l’allenamento a porte aperte, un tifoso ha insultato Giampiero Ventura, responsabile, a suo avviso, di concedere troppa fiducia a Salvatore Masiello, giudicato come vero colpevole della sconfitta contro il Parma. Questo diverbio avrebbe portato alla decisione di rendere a porte chiuse l’allenamento del mercoledì, notoriamente a porte aperte.

 

SERVONO SOLITUDINE E CONCENTRAZIONE – Tuttavia, l’impopolare decisione del team ha un’altra motivazione, sicuramente più sensata. Difatti, mai come ora servono concentrazione e lavoro concreto per raddrizzare una situazione negativa. Sebbene i tifosi siano sempre stati vicini alla squadra, ci sono momenti in cui il meglio si dà stando da soli, lavorando concretamente e con intelligenza.

 

NON SI RISCHINO PIU’ LE CORONARIE – I frutti di tale lavoro devono emergere durante le prossime due sfide casalinghe, contro Lazio e Napoli. Il Toro, benché in una posizione sfavorevole rispetto alle più blasonate compagini del centro-sud, ha il dovere di fare risultato, al fine di scacciare il demone di una crisi che arriverebbe nel momento sbagliato. Evitando il solito patema d’animo dei tifosi granata, il cui migliore amico primaverile, viste le precedenti stagioni, è ormai lo sfigmomanometro.

 

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Matteo Maero