Campionato Mondiale Moto2 2019, Tasca Racing a caccia di risultati

Enrico Tasca racconta il suo Team dalla importante conferma di Corsi alle nuove figure inserite per inseguire sempre una maggiore eccellenza

Domenica sarà l’inizio della stagione 2019 della MotoGP. Un inizio molto atteso dal team Tasca Racing che sarà al via del campionato di Moto2 e che vuole da subito togliersi soddisfazioni importanti.
In pista ci sarà il confermatissimo Simone Corsi (nella foto) che sarà affiancato da alcune nuove figure nei box per cercare un continuo miglioramento ai già ottimi risultati della passata stagione. Il Team cresce e non solo in pista, ma anche con l’arrivo del nuovo importante Main Sponsor Facile.Energy e a raccontarci aspettative e sogni di questa nuova stagione c’è il Patron Enrico Tasca in questa lunga intervista:
Domenica inizierà la stagione 2019 del MotoGP, la settima di Tasca Racing nel Motomondiale. Quali sono le sensazioni prima della gara in Qatar?
Le sensazioni sono le stesse di ogni anno e sono sempre sensazioni positive. L’inizio di ogni stagione è sempre qualcosa di magnifico e porta con sé una serie di emozioni che si ripetono anno dopo anno come se fosse sempre la prima volta. E’ un mix di sentimenti fatti di attesa, gioia e di curiosità, di voglia di scendere in pista, di andare al muretto e vedere i nostri colori sfrecciare in rettilineo. E ovviamente di speranza di vedere premiato il nostro lavoro con grandi prestazioni e grandi risultati.
Si riprende con altre 19 sfide tutte da vivere. Come si è preparata la squadra durante questo periodo di pausa?
Siamo pronti per affrontare queste 19 gare del Mondiale e mai come quest’anno la fase di preparazione pre-stagionale è stata tanto importante. Sarà un anno rivoluzionario per la Moto2 e quindi abbiamo dovuto lavorare ancor più intensamente per farci trovare pronti ad affrontare tutte le novità introdotte dai regolamenti, con tempi molto stretti. Tra la fine della stagione scorsa e l’inizio della nuova abbiamo avuto due mesi scarsi per prepararci, ma siamo pronti e preparati.
Lei parla di una stagione rivoluzionaria. In che termini?
La stagione 2019 costituirà una sorta di anno zero per tutta la classe Moto2, quindi anche per noi. Sarà una stagione segnata da importanti novità che abbracciano tutto l’aspetto tecnico. Il cambiamento principale riguarda l’avvicendamento tra il vecchio motore Honda 600cvc, in dotazione dei team dalla stagione 2010, e l’ingresso di Triumph con i suoi propulsori 765cvc, ma ci sono novità fondamentali che riguardano anche la sfera dell’elettronica con l’introduzione delle centraline Magneti Marelli.
Quale sarà il primo effetto delle novità motoristiche introdotte?
Gli effetti sono riscontrabili innanzitutto nelle prestazioni, con un aumento delle potenze che incidono principalmente nella fase di coppia. Pertanto sarà fondamentale una gestione ottimale della componente elettronica, che influirà in maniera decisiva probabilmente si rivelerà essere la variabile più decisiva. Una gestione dell’elettronica molto simile a quella della classe regina, della MotoGP, ma anche della Superbike. La Moto2 cambia faccia e si avvicina pertanto a grandi passi verso i gradini più alti del motorsport globale, dove noi vogliamo essere protagonisti.
Moto2 più vicina alla MotoGP, come può essere letta questa evoluzione?
La Moto2 necessitava di un’opera di rinnovamento visto che, come detto, il motore Honda 600 era in uso fin dall’anno di nascita della categoria, quindi dal 2010. L’intero campionato MotoGP rappresenta il punto più alto del motociclismo mondiale, quindi è giusto che anche la classe intermedia torni ad essere un’avanguardia anche dal punto di vista tecnologico. Inoltre, se è vero che la Moto2 può essere vista come una sorta di apprendistato per i piloti in ottica della MotoGP, adesso possono sfruttare le nuove soluzioni per una formazione ancor più adeguata.
Altre novità?
C’è un altro aspetto che porterà la Moto2 ad assomigliare sempre di più alla classe regina, ossia l’adozione dello stesso format per le qualifiche. I 14 piloti più veloci della combinata delle tre sessioni di prove libere, quindi FP1, FP2 e FP3, accederanno direttamente in Q2, mentre i restanti andranno in Q1. Qui, i quattro piloti più veloci raggiungeranno gli altri alla Q2, pertanto saranno in 18 a giocarsi la pole (14 più 4).
La durata delle tre sessioni di libere sarà di 40 minuti l’una, invece i due turni di qualifiche (Q1 e Q2) di 15 minuti ciascuno. Le prove libere saranno quindi più combattute e decisive non soltanto per trovare il setting migliore, ma anche per conquistare il miglior piazzamento possibile in griglia.
In che modo Tasca Racing può trarre beneficio da queste novità?
Sicuramente assisteremo ad un rimescolamento degli equilibri, dal momento che in questa stagione inizieremo tutti dallo stesso punto. Negli anni scorsi si erano creati alcuni divari tra i Team che avevano maggiori possibilità di investire e gli altri, anche se noi non abbiamo mai rinunciato a mettere a disposizione dei piloti le migliori soluzioni possibili. Ora però si annulla tutto e si riparte da capo, ci sarà una profonda trasformazione dalla quale potremmo trarre grande beneficio per fare passi avanti.
Quale sarà la chiave del successo?
Sarà interessante vedere cosa accadrà volta per volta e gara per gara, ma ritengo che questa fase iniziale sia lo snodo cruciale nella creazione di un vantaggio competitivo basato su preparazione, formazione, esperienza e lungimiranza. Abbiamo ognuna di queste armi e lavoriamo sull’unione e sulla condivisione di una visione comune: quella di essere dei veri e propri anticipatori del know-how tecnico nella classe intermedia. Sarà questa la chiave del successo per il 2019.
Alla luce delle novità avete cambiato qualcosa all’interno della squadra?
Rispetto allo scorso anno la squadra a supporto di Corsi è cambiata quasi tutta. Gli avvicendamenti più importanti sono avvenuti in due ruoli chiave come la guida della squadra e la telemetria. Per il ruolo di Capotecnico abbiamo scelto Massimo Biagini, un professionista con un curriculum che conta quasi quarant’anni di esperienza nel Motomondiale, mentre nel ruolo di telemetrista ci sarà Manolo Zafferani, che l’anno scorso era la guida tecnica di Federico Fuligni.
Cambia tutto ma non il pilota, segnale di fiducia per Simone Corsi.
Assolutamente sì, non abbiamo mai avuto dubbi su Simone, che è un atleta formidabile e un ragazzo speciale, peccato che lo scorso anno sia stato condizionato anche da alcuni infortuni. Questi cambiamenti non devono essere letti nell’ottica dell’insoddisfazione, ma nella continua ricerca di miglioramento. Pertanto abbiamo ricomposto il puzzle cercando i tasselli più adatti per esaltare le caratteristiche del pilota.
Cosa ci si aspetta quest’anno da lui?
Simone avrà un ruolo molto importante quest’anno. Per lui sarà la diciottesima stagione nel motomondiale, pertanto parliamo di un pilota esperto che darà un contributo rilevante anche nello sviluppo delle soluzioni tecniche. A livello di prestazioni dobbiamo ripartire da quanto di buono abbiamo fatto lo scorso anno, perché in certi frangenti abbiamo dimostrato delle grandissime potenzialità. A volte ci è mancato quel pizzico di fortuna che ci auguriamo di avere d’ora in avanti.
L’anno scorso la squadra ha chiuso l’obiettivo top-10. Felici di come è andata?
Assolutamente sì, l’obiettivo era quello di entrare nei migliori dieci Team al mondo per la prima volta e ci siamo riusciti. Abbiamo creato basi solide che saranno gli asset più importanti per il futuro, sia quello immediato che quello ad orizzonte più ampio. Dobbiamo e possiamo fare comunque molto meglio, ma quest’anno senza la seconda moto abbiamo la possibilità di direzionare tutti gli sforzi verso il nostro pilota di punta.
Un pronostico per l’inizio di stagione?
Ovviamente speriamo di iniziare bene fin da subito con una top-10 e magari qualcosa di più. Siamo reduci dai test sempre qui in Qatar che ci hanno fornito buoni riscontri. Tuttavia, l’inizio di stagione non deve essere valutato nella singola gara, ma occorre allargare l’orizzonte anche ai GP di Argentina e Stati Uniti, che con il Qatar compongono il trittico iniziale. Pertanto il bilancio dovrà essere fatto al termine di questo ciclo, anche se partire col piede giusto al Losail International Circuit può essere un propulsore motivazionale molto importante per il resto degli appuntamenti.
Il sogno per il 2019?
Sogno di vedere i nostri colori sul podio, un obiettivo che è sfumato lo scorso anno ma che in questa stagione vorrei si concretizzasse, anche per vedere premiato il grande impegno che da anni mettiamo per crescere e migliorare. Ma restiamo coi piedi per terra e lavoriamo per obiettivi, cercando di confermare la top-10 il prima possibile per poi puntare a qualcosa di più.
Foto: Ufficio Stampa Tasca Racing
Notizie: Si ringrazia Ufficio Stampa Tasca Racing

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here