Intervista al Dottor Michele Zasa, il lavoro della Clinica Mobile

Il Direttore Sanitario della Clinica Mobile, il Dottor Michele Zasa, racconta tutto il lavoro che c'è dietro a una struttura così importante per i piloti di MotoGP e Superbike

ZasaLa Clinica Mobile è quella struttura che dal lontano 1977 veglia sulla sicurezza e sulla salute dei piloti. Creata dal leggendario Dottor Costa, è diventata un esempio di professionalità riconosciuta in tutto il mondo.
Dal 2014 alla guida di questa icona dello sport è subentrato il Dottor Michele Zasa. Proprio a lui abbiamo chiesto di raccontare il lavoro che si nasconde dietro alla Clinica Mobile. Un’attività che spesso passa in secondo piano rispetto alle gare, ma necessaria per la stessa salvaguardia dei Campioni che vediamo correre in televisione.
Cominciamo parlando di come nasce la sua passione per i motori

In realtà la passione per i motori nasce con le quattro ruote. Ho iniziato a lavorare sul circuito di Imola come tributo ad Ayrton Senna, una figura che mi ha sempre affascinato non solo da un punto di vista sportivo, ma anche umano.
Da lì conobbi il Dottor Costa che mi propose poi di seguire la Clinica Mobile, ma sono arrivato alle moto partendo dalle macchine. Oggi infatti ho una mia moto, ma quando posso giro con un kart.
Parlando appunto della Clinica Mobile, come si svolge una vostra giornata tipo in circuito?
Noi seguiamo due campionati MotoGP e WSBK e lo svolgimento dell’attività è molto simile. Siamo operativi dal giovedì alla domenica restando a disposizione dei piloti, ma anche di tutto il paddock con servizi di medicina e di fisioterapia. La fisioterapia è un servizio sfruttato maggiormente dai piloti, mentre il servizio medico è utilizzato sia dai piloti che dal personale del paddock in egual misura. Siamo un piccolo paese che si muove con le proprie esigenze, anche da un punto di vista medico.
La Clinica Mobile ha la propria struttura con mezzi mobili che si spostano in tutti i circuiti europei. Nel resto del mondo, invece, ci appoggiamo a dei Centri Medici in loco inviando le casse con il materiale che ci serve per essere operativi.
La nostra giornata ha orari molto precisi, siamo i primi ad arrivare in circuito la mattina presto per seguire tutte le categorie. In genere si finisce la sera tardi; se vogliamo dare un orario direi dalle 7,30 a fino dopo le 20 .
Durante il giorno la struttura è aperta e può intervenire in base alle esigenze che si presentano. I piloti possono venire in Clinica e, prenotandosi, beneficiano del nostro servizio fisioterapico o di ciò che necessitano.
In caso di caduta seguiamo il pilota presso il Centro Medico e collaboriamo con i dottori presenti in loco. Negli anni abbiamo maturato un rapporto eccellente con i medici delle varie piste e c’è sempre una grandissima collaborazione su tutti gli ambiti. Se le condizioni di chi si infortuna lo permettono, proviamo già a rimetterlo in pista per l’eventuale gara ma, diversamente, ne seguiamo il decorso lavorando per una riabilitazione che gli permetta di recuperare nelle settimane successive.
In caso l’infortunio in circuito però si riveli più grave, seguiamo il pilota anche nel trasferimento in Ospedale.
Per completare la descrizione del nostro lavoro bisogna specificare che non vi è solamente la gestione degli infortuni, ma anche una parte che ci vede impegnati nel gestire influenze o gastrointeriti. Malattie molto comuni quando ci si sposta.
Quali sono gli infortuni più comuni che riscontrano i piloti?
Su questo argomento vi è uno studio statistico svolto nel 2014 con la Stanford University: gli infortuni più comuni in pista sono mani, polsi, clavicola, piedi e caviglie per quanto riguarda le fratture.
C’è poi una discreta incidenza di lussazioni di tutto il comparto della spalla e, a livello cronico, abbiamo la famosa sindrome compartimentale. Inoltre tutti i piloti finiscono per soffrire di problemi alla schiena dovuti alla posizione che tengono quando corrono.
Oltre allo stare in circuito avete anche inaugurato una struttura fissa. Che cosa offrite all’interno di questo ambulatorio?
La professionalità di Clinica Mobile è sempre stata riconosciuta da tutti e da sempre ci viene chiesto di poterla mettere a disposizione non solo degli atleti, ma anche della popolazione. Da lì è partita l’idea di creare dei centri permanenti; il primo è stato quello di Piacenza dove ormai lavoriamo da due anni. Ad Andorra abbiamo recentemente inaugurato un altro centro, ma, è giusto specificare che non è una nostra intenzione avviare un franchising.
L’obiettivo delle strutture è quello di mettere a disposizione dei pazienti di tutti i giorni la qualità e i servizi che portiamo in pista. Oltretutto, molti dei professionisti che lavorano nei centri permanenti, sono gli stessi presenti in pista durante le tappe del Mondiale.
All’interno proponiamo servizi fisioterapici e, più in generale, la cura di tutti gli aspetti medici.
A Piacenza abbiamo iniziato a fornire altri tipi di prestazioni, non strettamente legate all’attività che svolgiamo a contatto con i piloti. Qui ci appoggiamo a professionisti di primo livello che hanno scelto di collaborare con noi. Inoltre, utilizziamo strumentazioni di ultima generazione che ci permettono di fornire il meglio, grazie alle nostre numerose partnership che ci mettono a disposizione una tecnologia sempre funzionale all’attività che stiamo svolgendo.
Tra gli altri servizi anche l’urologia, la cardiologia e addirittura la medicina estetica.
Tornando al discorso legato alla pista. Spesso vi si vede parlare con i piloti nei box e l’impressione è che non li rimettiate solamente in forma fisicamente, ma anche a livello psicologico
L’impressione è giustissima, ma già il Dottor Costa ci insegnava questo. I piloti esordiscono in Moto3 a 16-17 anni e stanno tanti mesi lontani da casa e dalle loro famiglie. In Clinica Mobile hanno la possibilità di vivere dei momenti di tranquillità, senza la pressione della gara. Ci raggiungono anche solo per un the e qualche chiacchiera spensierata.
Tanto per citare un vostro conterraneo: Bagnaia è sempre da noi.
Vista l’età, cerchiamo di rappresentare, per tutti questi ragazzi, dei fratelli maggiori e il rapporto che si crea è davvero bello. Ed è molto importante perché nelle moto, come in qualunque sport secondo me, ciò che permette di vincere è l’attitudine mentale. Certamente ci vuole talento, allenamento e la cura di tanti altri aspetti, ma quello che davvero ti permette di superare momenti difficili è la forza di volontà.
Clinica Mobile ha quindi un ruolo nell’aiuto morale proprio perché alla base di tutto c’è un bel rapporto con i piloti.
Relativamente all’aspetto psicologico stiamo sviluppando un progetto di allenamento neurocognitivo applicabile non solo per le moto. Ritengo si possa e si debba lavorare su aspetti come la concentrazione e la reattività, attraverso protocolli, arrivando così a svolgere un vero e proprio allenamento.
Le facciamo la domanda che forse le fanno tutti: il segreto della longevità di Valentino Rossi qual è?
Personalmente credo che siano tanti i segreti, ma soprattutto bisogna tenere conto che stiamo parlando di un atleta che è un grandissimo Campione. Ha una testa che gli ha permesso di prendere dei rischi nella sua carriera, ma mai inutilmente… Specie se si pensa che ha avuto solamente un paio di grossi infortuni.
Saper prendere rischi nei momenti in cui bisogna prenderli è importante e Valentino ha dimostrato di sapersi gestire e ha sempre preservato il suo fisico.
C’è inoltre da ricordare che conduce uno stile di vita dedicato alla sua passione e alle moto, va tutti i giorni in palestra e lavora con uno staff dedicato.
A livello psicologico poi, in maniera più o meno consapevole, ha sempre distrutto i suoi avversari già dai box. Valentino è anche una persona molto curiosa, per esempio quando si infortuna, chiede sempre ogni informazione possibile.
Mette la stessa curiosità nella preparazione della moto e delle gare. Poi c’è quella perenne voglia di vincere che completa il tutto e fa di lui il Campione che è.
Tra Superbike e MotoGP c’è stato l’importante exploit di Bautista e Dovizioso. Se li aspettava? Che tipo di piloti sono?
C’è subito da dire che sono due piloti Ducati e quindi si sono trovati con una moto nuova che si è dimostrata davvero ottima. Bautista è andato in SBK, ma un Mondiale 125 lo aveva già vinto e, anche in MotoGP seppur con team non ufficiali, aveva dimostrato il suo valore. In Clinica Mobile Alvaro non viene tantissimo: questo non vuol dire che non abbia fiducia in noi… Anzi, semplicemente dice sempre di non voler disturbare.
Si presenta quando ha bisogno e, il più delle volte, ha ribadito di essere contento della nostra presenza e della sicurezza che infonde a chi corre.
Parlando di Andrea dobbiamo premettere che anche lui aveva vinto un Mondiale, ma, appena giunto in MotoGP, gli è stata affibbiata l’etichetta di “poco combattivo”. A volte qualche periodo no può influenzare, ma non credo cambi la natura di un pilota che per arrivare a certi livelli deve per forza essere combattivo.
Credo che la vittoria a Sepang e i risultati successivi siano stati un punto importante per Dovizioso. Si dice che vincere aiuti a vincere, quindi forse i risultati positivi lo hanno aiutato ad avere una maggiore fiducia in se stesso. Non dobbiamo comunque dimenticarci che stiamo parlando di uno dei migliori tester già dai tempi della Honda.
Dite sempre che voi della Clinica tifate per quei piloti che riuscite a rimettere in piedi, ma voglio provare a chiederle un pronostico…
Credo che sarà un Mondiale MotoGP molto combattuto, ma voglio proprio fare un pronostico… A lottare per vincere ci sono sicuramente Marquez e Dovizioso. Marc è ancora fortissimo e Andrea ha tirato fuori il suo carattere trovando appoggio in una moto importante. In aggiunta a loro si possono citare tanti nomi: Lorenzo, nonostante un po’ di sfortuna, non lo si può trascurare anche se non so se potrà lottare per il titolo.
Bisogna sicuramente considerare Rossi e Viñales. Il primo non lo scopriamo certo oggi e il secondo è sicuramente un grandissimo pilota, anche se forse Yamaha deve recuperare qualcosa rispetto a Honda e Ducati.
Direi poi che Suzuki ha un progetto interessante con una certezza come Rins e la gioventù del nuovo arrivato Mir.
C’è la novità Yamaha Petronas che credo sia un progetto molto interessante, poi c’è Crutchlow che ha una grande esperienza ed è sempre lì davanti con il suo team.
Pramac secondo me potrà fare bene con Pecco e un Miller che è un pilota molto veloce. KTM ed Aprilia hanno fatto un investimento a lungo termine e dunque stanno facendo più fatica ma, secondo me, raccoglieranno in futuro quello che è l’impegno odierno.