Nazionale femminile: poker danese, Pechino è un po’ più lontana

Non basta il cuore delle azzurre che combattono per due tempi

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Foto FISG/Giulia Lombardi

L’Italia regge quasi due tempi, poi deve alzare bandiera bianca contro una Danimarca che deve dare fondo a tutte le proprie risorse per avere la meglio sulle azzurre. Il cammino verso il sogno Pechino 2022, nel torneo di qualificazione olimpica, ora si complica per la nazionale femminile di hockey su ghiaccio, ma in virtù della sorprendente sconfitta della Germania contro l’Austria tutto può ancora accadere a Füssen.

Coach Max Fedrizzi dà fiducia in porta alla 18enne Martina Fedel, che era già stata schierata nel match decisivo del torneo di pre-qualificazione di Torre Pellice contro il Kazakhstan. Rispetto a un mese fa, però, vengono riviste tutte le linee di attacco, mentre restano sostanzialmente invariate le coppie di difesa. In avvio buona occasione per l’Italia, con la girata di Stocker dalla media distanza che si infrange sul corpo della goalie avversaria. Il pallino del gioco è principalmente in mano alle danesi, che sollecitano in parecchie occasioni i riflessi di Fedel, la quale risponde sempre presente.

Le azzurre, però, non si limitano a difendersi lottando su ogni disco, ma provano anche ad alzare il baricentro e a mettere pressione alle avversarie durante la fase di costruzione. Con il passare dei minuti, però, la pressione danese diventa più insistente, e con Bonafini nel penalty-box arriva il vantaggio firmato da Jakobsen.

Le azzurre hanno subito l’occasione per ristabilire la parità con una ghiottissima doppia superiorità numerica lunga oltre un minuto, che però produce “solo” un palo esterno di Bettarini e una deviazione da brivido di Furlani sulla sirena. Nel secondo tempo il match si mantiene equilibrato, si viaggia a ritmi elevati e non mancano gli scontri al limite del regolamento. Mattivi sfiora l’1-1, poi nella parte centrale della frazione Martina Fedel sale sugli scudi con alcuni interventi assolutamente decisivi.

Grazie alle parate della 18enne che milita in Svezia, l’Italia rimane agganciata alla partita, e prova a pungere nelle occasioni in cui si trova nel terzo avversario. Prima della seconda sirena, però, le danesi apparecchiano la tavola per il bis e per il tris: il raddoppio è frutto di una sfortunata deviazione sul tiro di Jakobsen (ancora lei) da dietro porta, mentre il 3-0 arriva in power-play grazie al rimbalzo vincente di Persson. L’uno-due manda al tappeto le azzurre, che nell’ultima frazione non hanno la forza per reagire e subiscono la quarta marcatura ad opera di Weiss. Per l’Italia domani sarà giorno di riposo in attesa di affrontare sabato alle ore 12 la Germania padrona di casa.

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