Nove vittorie nelle ultime dieci, la Paffoni chiude la prima fase con un netto successo

La Paffoni sbanca con facilità il Pala Cattani di Faenza, 50 a 70 il finale che premia i rossoverdi, capaci di giocare una partita solida per quasi tutti e 40′ i minuti di gioco

La Paffoni sbanca con facilità il Pala Cattani di Faenza, 50 a 70 il finale che premia i rossoverdi, capaci di giocare una partita solida per quasi tutti e 40′ i minuti di gioco. In casa Faenza pesa il calo fisico accusato dopo i casi di positività al virus Covid-19. La Fulgor riesce anche a ribaltare la differenza canestri con la Rekico, proiettandosi con fiducia al girone ad orologio che ci metterà di fronte alle squadre del gruppo A2.
“Sono orgoglioso dei miei ragazzi e di quello che siamo diventati. Glielo ho detto a fine partita, negli spogliatoi. Perchè il 20 dicembre, quando ci siamo chiusi in palestra, con una vittoria e tre sconfitte, con tutto quello che avevano passato, con il covid e con i risultati che non arrivanano, potevano fare le vittime, prendersela con lo staff e guardarsi male tra di loro. Hanno invece scelto la via del silenzio, del lavoro, del sacrificio e dell’unione. E adesso, dieci partite dopo, siamo secondi, con nove vittorie dal 6 gennaio ad oggi. Ne sono felice, per loro, per la società e per i nostri tifosi”. Musica e parole di Marco Andreazza, che commenta così la vittoria di Faenza. Un 70-50 netto, arrivato dopo una partenza soft, senza punti nei primi 3′. Poi, una volta prese le misure e messi i tiri aperti costruiti con grande facilità, per la Paffoni la strada è stata in discesa, anche perché la Rekiko non era al meglio dopo i problemi accusati per il Covid. “Noi, però – continua Andreazza – siamo stati bravi a rendere la partita facile. Siamo stati solidi in difesa e questo ti consente di avere una grande sicurezza anche in attacco. Questa striscia non deve farci cambiare atteggiamento: dobbiamo mantenere profilo basso ed umiltà. E allora continueremo a divertirci”.
Foto e Notizie: Ufficio Stampa Paffoni Fulgor Omegna

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