ART POP – COLLETTIVA ARTISTICA Inaugurazione il 6 agosto al Castello di Adelaide a Susa

Dopo aver ospitato la mostra personale dell’artista Roberto Altmann, al Castello di Adelaide arriva ART POP firmata da E20inscena in collaborazione con Borgate dal Vivo e lo spin-off del festival, Valsusa dal Vivo

“La Pop Art, del resto, è l’ultima manifestazione di quel processo di sconfinamento dell’arte nella vita, e di arricchimento del linguaggio aperto dell’arte a contatto con la vita, che ha principio già con l’impressionismo e con l’avventura simbolista.” (Maurizio Calvesi)
Dopo aver ospitato la mostra personale dell’artista Roberto Altmann, al Castello di Adelaide arriva ART POP firmata da E20inscena in collaborazione con Borgate dal Vivo e lo spin-off del festival, Valsusa dal Vivo.
L’allestimento nasce dalla volontà di portare nei saloni del Castello una collezione artistica di rottura, lontana dal contesto, ma vicina e immediata alla realtà sociale attuale.
La ricerca stilistica effettuata dagli artisti costringe oggetti quotidiani e immagini iconiche a riplasmarsi con uno spirito nuovo, simbolico ed iconico; una destrutturazione del contesto d’appartenenza. La nascita della Pop art negli anni Cinquanta aveva rivoluzionato il mondo artistico staccandosi dalle produzioni astratte e ponendo l’accento sulla serialità delle produzioni e dato vita ad un nuovo modo di intendere il concetto di creatività.
In un momento di ripresa sociale come quello attuale, agli artisti è stato chiesto di confrontarsi con questo movimento artistico, traducendo i suoi valori in un linguaggio contemporaneo.
Marco Sciarpa fin dagli inizi del suo percorso artistico ha elaborato la “teoria delle risposte distratte”, per la quale a volte ritrova in frasi di canzoni sentite per caso le risposte alle domande che del quotidiano. Con i suoi quadri cerca di dare un volto e delle sembianze a queste frasi; come una pop star, ad ogni mostra, rappresenta il suo nuovo disco, dove le canzoni sono quadri e le performance live i concerti. Che siano quadri o canzoni si tratta comunque sempre di opere POP, d’altronde voleva fare la pop star.
I dipinti di Sabrina Madaro sono frammenti colorati di una narrazione pop che racconta una verità che appartiene all’Io dell’artista che si sdoppia, si rimoltiplica e si trasforma attraverso il gesto della propria mano sulla tela. Protagonista delle sue opere è l’Essere che si smarrisce e che ritrova la sua identità attraverso il potere unico dell’Arte.
Attraverso pannelli decorativi Mukesh Rosso rielabora molteplici esperienze della sua vita, che si accavallano e stratificano, creando delle rappresentazioni, di per sé molto semplici ma, in realtà, frutto di un’assidua ricerca tecnica e culturale. La volontà di rendere i soggetti immediatamente comprensibili al grande pubblico lo ha spinto a ritrovare nella statuaria classica un chiaro riferimento, un archetipo, da rielaborare in chiave decorativa. D’altronde cosa c’è di più Pop della statuaria classica?
Le opere di Bianca Mancin nascono dall’elaborazione grafica, visiva e fotografica che, grazie al suo approccio minimalista e sintetico riesce alla perfezione a riflettere il messaggio insito nelle sue creazioni. Il suo stile concreto e asciutto emerge chiaramente nei poster e nelle opere più materiche in cui trasforma oggetti del quotidiano – scontrini, scatole di medicinali -in supporti per la sua arte.
La ricerca di Sara Francesca Molinari fa leva sul ricordo. Così la riproduzione su tela di un ghiacciolo e di un lecca-lecca diventa come un simulacro dell’infanzia, oppure la raccolta di tutti i pacchetti di sigarette diventano la testimonianza di un periodo oscuro della vita. In mostra sono presenti anche opere della sua prima riflessione sono sculture rappresentanti i riflessi astratti sul finestrino di un treno realizzate in paraffina; tale resina diventa un collante delle immagini e del loro significato che trasforma l’attaccamento morboso agli oggetti in un ricordo tangibile dei momenti vissuti, che riemergono a tratti lucidi, a tratti offuscati.
Marco Morelli, videomaker, ha sviluppato una sua particolare estetica, a metà tra la narrazione classica e la più pura sperimentazione, tipica della videoarte. Campi stretti, montaggi frenetici e immagini monocromatiche sono le sue caratteristiche principali, che egli mette in gioco per intraprendere dei brevi ma intensi viaggi in cui le immagini in movimento hanno lo scopo di coinvolgere e confondere lo spettatore.
La mostra sarà inaugurata venerdì 6 agosto alle ore 17.30
Al vernissage sarà presente il duo musicale ARI&ENRY che allieterà l’atmosfera insieme alle ragazze della scuola di danza Prestige.
Al termine dell’inaugurazione sarà offerta una degustazione di vini in collaborazione con ZIZI.
La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del Castello fino al 26 settembre dal venerdì alla domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Per informazioni e prenotazioni:
Mail: castellosusa@gmail.com – Cell: +39 340 9346762 (anche tramite WhatsApp)
Instagram, Facebook e Twitter: @castellosusa

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