Interplay 2021, martedì 1 giugno alla CTRG le maschere di Minotauro in “Hyenas” di Abbondanza-Bertoni

Ancora il corpo, nella sua funzione sociale e politica, al centro dello spettacolo di una delle compagnie più attese di questa edizione di INTERPLAY.

Ancora il corpo, nella sua funzione sociale e politica, al centro dello spettacolo di una delle compagnie più attese di questa edizione di INTERPLAY. L’applauditissimo Hyenas della Compagnia Abbondanza/Bertoni invita a un ballo in maschera di minotauri contemporanei il 1 Giugno alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani. La compagnia, una delle più significative e prolifiche del panorama italiano, porta in scena una metafora per mettere in scena i volti dell’umanità contemporanea e la sua fondamentale incapacità al silenzio.
Cinque personaggi arrivano sul palcoscenico di un teatro. Agiscono ciclicamente una presentazione, una preparazione, un ballo. Attraverso successivi smascheramenti evocano dei quadri generazionali anche legati al mondo giovanile contemporaneo esprimendo così le diverse modalità del loro essere: da una parte l’uniformità “global” del gregge e il suo bisogno di contatto col tribale, l’archetipo e il mito; dall’altra il violento e solitario ghigno della iena. Se il volto è il teatro dell’uomo, la maschera è la scenografia che lo copre. Il viso appare di faccia, si chiama “la faccia” e per questo può scegliere di essere “di facciata” o sfacciato. Senza faccia. Con una maschera quindi. Indaghiamo la relazione tra questi due “visi”, uno nudo e uno mascherato, dando forma e sviluppo alla tensione tra la rigidità della maschera e il segreto che dietro vi si cela. Il processo è quello di far avvenire e agire più livelli di camuffamento, humus ideale per le nostre iene, per poter agire e far agire nel nascondimento dell’essere umano e del suo più profondo sentire. Con la metafora di un ballo in maschera intendiamo mettere in scena volti dell’umanità contemporanea e la sua fondamentale incapacità al silenzio. Forse esso appartiene solamente alla maschera: stato finale dove può confluire e finire quella meravigliosa metamorfosi che è l’espressione di ogni volto e corpo.
“L’uso, comune a tutte le lingue europee, della parola persona per indicare l’individuo umano è, senza saperlo, pertinente: persona significa, infatti, la maschera di un attore, e in verità nessuno si fa vedere com’è; ognuno, invece, porta una maschera e recita una parte” – A. Schopenhauer
La compagnia.
Michele Abbondanza proviene dall’esperienza veneziana di Carolyn Carlson al Teatro La Fenice nei primi anni Ottanta, co-fonda nell’84 il gruppo Sosta Palmizi e incontra Antonella Bertoni a Parigi, dove entrambi danzano in diverse creazioni di Carolyn Carlson. Nei primi anni Novanta rientrano in Italia, dove fondano la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano, che affianca alla creazione di spettacoli, un percorso di formazione e di ricerca del teatro danza contemporaneo.In qualità di coreografi ospiti creano le coreografie per: il Teatro dell’Opera di Roma, la compagnia Aterballetto; lavorano con i registi: M. Baliani, N. Garella, R. Guicciardini e con i musicisti: John Surman, Steve Lacy, Michel Portal, Barre Phillips; partecipano al film di Bernardo Bertolucci Io ballo da sola (’95) e sono tra i protagonisti delle coreografie create per Vieni via con me, trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano, in onda su Rai Tre (2010). Firmano e interpretano più di trenta creazioni; vincono il premio Danza & Danza “migliori interpreti” e per “La morte e la fanciulla”, il premio Cascina per la coreografia, e il premio ETI-Stregagatto con lo spettacolo Romanzo d’infanzia, che ha superato le 600 repliche nelle quattro versioni: italiana, inglese, francese, portoghese. Nel 2008 nasce Scuola d’Azione, uno spazio fisico e teorico per la trasmissione del loro insegnamento, presso il Teatro alla Cartiera di Rovereto, dove la compagnia è in residenza; praticano e insegnano lo zen. Dal 1996 Michele Abbondanza è docente di danza presso la Scuola di Teatro Giorgio Strehler, diretta da Carmelo Rifici (Piccolo Teatro di Milano).
Foto Andrea Macchia
Notizie: Ufficio Stampa Las Chicas

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