Mostra “Umane Genti” Museo Civico Luigi Mallé Dronero 2020, prorogata fino al 2 febbraio

Lo scenografo e artista toscano Daniele Spisa espone a Dronero i suoi dipinti “narrativi” e la sua quarantennale carriera teatrale La mostra è prorogata fino al 2 febbraio

Prosegue la mostra Umane Genti: sono esposte, al Museo Civico “Luigi Mallé” di Dronero, pitture e scenografie di Daniele Spisa che ripercorrono la quarantennale carriera teatrale svolta per i maggiori teatri e i più importanti registi e attori del panorama italiano, insieme alle opere pittoriche dell’artista toscano. La mostra è stata prorogata fino al 2 febbraio, con apertura nei fine settimana (sabato, domenica e festivi) dalle ore 15 alle ore 19.
L’artista ha annunciato che donerà ad Espaci Occitan, ente gestore del Museo, il dipinto “Genti d’Occitania”, realizzato in occasione della mostra e scelto come immagine guida per la campagna di comunicazione; un riconoscimento per l’importante opera di divulgazione e di conservazione della cultura occitana svolta da questo spazio di produzione culturale, attivo punto di riferimento per tutti gli occitani e per gli studiosi e i curiosi che intendano avvicinarsi alla comunità linguistica delle valli cuneesi.
Raccontare le “Umane genti”, come recita il titolo di questa mostra, è il filo rosso del percorso pittorico di Daniele Spisa. Persone che leggono un giornale nei vagoni della metropolitana, o sedute in macchina, che si truccano allo specchietto; altre invece sul treno, in autogrill, o ancora in posa per la foto di famiglia, oppure in una sala d’attesa, aspettando il proprio turno. Il senso del lavoro di Spisa è in una pittura che guarda alle persone, non alla natura o alle cose: il vero interesse dell’artista sta nella normalità della vita quotidiana e nelle storie che scaturiscono dalle immagini, si imprimono negli occhi di chi guarda, sostenute da una forte personalità artistica. Una forza che anima le tele aprendo al pensiero di chi osserva, all’investigazione creativa, percorsi narrativi sorretti dalle pose, dagli oggetti, dal colore e dalla luce.
L’incontro con Luca Ronconi fu strategico per la carriera di scenografo di Spisa. Il grande regista ne riconobbe il talento affidandogli prima il ruolo di direttore degli allestimenti – per gli spettacoli Ignorabimus e Commedia della seduzione – poi quello di scenografo in Gli ultimi giorni dell’umanità messo in scena nella fabbrica dismessa del Lingotto. La sua carriera è proseguita poi, nel teatro e nella lirica, con Ugo Chiti e Toni Servillo e, sempre per la lirica, con l’artista Mimmo Paladino di cui realizza le scene.
Dallo spazio teatrale a quello pittorico, il passo si compie senza soluzione di continuità immergendo lo sguardo negli interstizi delle storie raffigurate ricche di dettagli umani e risvolti emozionali imprevisti, come una pièce che si consuma sul palcoscenico della tela.
Il gusto e la passione per le immagini hanno una lontana matrice nella bottega dello zio falegname che lo avvicinò a matite e colori. Ravennate, Daniele Spisa scelse Firenze per proseguire gli studi presso la Facoltà di Architettura e all’Università incontrò il teatro, che divenne la sua grande passione e il suo mestiere. Dopo le prime esperienze compiute nel teatro universitario, affrontò tutti i mestieri della scena fino a fondare nel 1978 la “Scenotek”, che diventò nel volgere di pochi anni uno tra i più innovativi e importanti laboratori di progettazione e realizzazione delle scene a livello nazionale. Seguirono anni di lavoro con i più qualificati scenografi e registi, collaborazioni nella ristrutturazione di teatri, per poi passare alla formazione e alla ricerca. “Ulisse”, società che progetta e gestisce festival teatrali, fu un’altra sua creatura.
In questo contesto, non rinuncia alla pittura come mezzo di espressione personale e di ricerca formale. Se è vero che “la scena deve essere un tutt’uno con la storia che si racconta in palcoscenico” e che Spisa in teatro non lavora “per lo stile o per la forma” ma considera la scenografia “come un contenuto in più che rafforza il senso voluto dal regista, come un personaggio in più”, i suoi dipinti sono attraversati da un percorso drammaturgico: ogni opera contiene una storia da individuare.
Link al catalogo on line sfogliabile su Issuu: https://issuu.com/mauromarras/docs/catalogo_dronero2-4
A corollario della mostra, nello spazio della Torretta al terzo piano del Museo Mallé, è riunita una selezione di materiale modellistico dal titolo “I treni di lusso” curata dall’Associazione Amici della Ferrovia della Valle Maira. Quale migliore occasione per ammirare i dipinti del pittore e scenografo Daniele Spisa, molti dei quali ambientati nei vagoni dei Frecciarossa con l’opportunità di osservare dal vero dei treni in miniatura. L’iniziativa rientra nel contesto delle politiche espositive del Museo Mallé in rete con le comunità locali.
L’iniziativa, realizzata per volontà di Espaci Occitan e del Comune di Dronero, è sostenuta dal contributo della Regione Piemonte.
Foto e Notizie: Espaci Occitan

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