Mostre d’arte Almese 5 aprile – 3 maggio 2019, tutte le info

L'esposizione che ha ottenuto il Patrocinio della Regione Piemonte, curata dal critico d'arte Giuseppe Misuraca, Direttore artistico del Ricetto di Almese

Venerdì 5 Aprile l’Amministrazione comunale di Almese, cittadina ai piedi delle Alpi tra i laghi di Avigliana e il Colle del Lys, inaugura – con l’Associazione Culturale Cumalè di Almese, presieduta da Virna Suppo – le mostre di tre importanti artisti: Antonio Carena, pittore di cieli che con le sue nuvole ha conquistato riconoscimenti nazionali e internazionali; Claudio Giacone sperimentatore di potenziali energie che con talento racchiude nei suoi lavori e Dario Lanzardo, artista colto e raffinato, fotografo eccellente e intellettuale impegnato.
L’esposizione che ha ottenuto il Patrocinio della Regione Piemonte, curata dal critico d’arte Giuseppe Misuraca, Direttore artistico del Ricetto, ha luogo nei quattro piani del Palazzo e della Torre Medievale che con i suoi 25 metri di altezza è il monumento medievale più alto di tutta la Valle di Susa.
Antonio Carena – Saranno esposte circa 30 opere che a partire dal quadro “Informale” del 1948 giungono fino alle produzioni più recenti del 2009. Rappresentative di diversi periodi le opere saranno esposte nei tre piani che accolgono la mostra “Tra la terra e il Cielo”. Opere innovative, nella tecnica e nei contenuti poetici, che riconducono alla sensibilità dell’Artista sempre attento alle istanze degli sviluppi dell’arte contemporanea, anche nella scelta dei contenuti. La riproduzione dell’opera “TERRA”, scelta come immagine della mostra, propone una colata scura e spessa sotto un cielo di nuvole bianche. Sintesi estrema di un paesaggio astratto, allo stesso tempo vivo, ma sofferente. Una straordinaria coincidenza che riporta l’attenzione sul pianeta Terra in sintonia con l’impegno planetario dei giovani studenti che questi giorni si stanno riorganizzando in difesa del nostro pianeta.
In vita Carena è stato definito il pittore dei sogni e delle nuvole, … “che solo i bambini sanno capire” come nella canzone di Fabrizio De André. Nella sua lunga e fortunata esperienza artistica, Antonio Carena, ha spesso anticipato tendenze culturali a sostegno dell’impegno civile e politico, con semplici efficaci intuizioni. Negli anni Sessanta ha partecipato alla contestazione, portando nei cortei Cartelli bianchi, che rimandano alla protesta dei giovani in difesa della Terra. Sempre bianche erano le lenzuola, stese poi nei balconi negli anni ’90 a sostegno, delle lotte dell’Associazione LIBERA di Don Ciotti. E poi le “Tole” specchianti, ancora negli anni ’60, precedenti alla realizzazione della Fiat 500, dipinta con le Nuvole, attualmente nella collezione della fabbrica di caramelle Leone. Le Pellicole fotografiche che ripensate oggi assumono i tratti del reperto di un’altra epoca. Una sorta di difesa romantica dell’oggetto, per far conoscere ai giovani di oggi una tecnologia che seppure sia recente è già desueta, se paragonata alle nuove macchine fotografiche digitali e agli smartphone. Opere che riflettevano il blu dell’infinito, la fenomenologia del tempo transitorio rappresentato dal passaggio delle Nuvole nel Cielo.
Nelle pareti della sua Casa-Museo le opere di Carena si affiancano a quelle dei grandi maestri del ‘900 come Lucio Fontana, Carla Accardi, Aldo Mondino, Enrico Castellani, Piero Ruggeri, e Man Ray, “l’americano a Parigi” che lui aveva personalmente frequentato. Mite di carattere, signorile e pacato, con i suoi racconti ha affascinato schiere di allievi/e, e tanti interlocutori, sedotti dal suo entusiasmo e dalla freschezza di un fare ironico, a tratti fanciullesco.
Antonio Carena ha sempre amato Rivoli, la sua Città, e la Val Susa. Ha girato il mondo: esposto in importanti mostre a Parigi, Bruxelles, Barcellona, Osaka e innumerevoli altri luoghi. Ma è stato legato alla Città del Castello, dove è sempre tornato riconosciuto da tutti come un “Principe della Cultura”.
Claudio Giacone – Nella sala al piano terra, con i suoi lavori “Ghiacciai”, rende omaggio alla storia del Ricetto, sorto proprio su un masso erratico, un grandioso frammento dell’era glaciale, che come altri disseminati nel territorio, caratterizza la bassa Valle di Susa fino a Rivoli, Villarbasse e Trana. Nell’architettura del Ricetto una parte del grande masso erratico incastonato all’interno dell’edificio, come una pietra preziosa, è visibile appunto nelle sale espositive. Ambienti ripensati con l’intento di creare un dialogo costante tra lo spazio e le opere. Un modo per connettere il passato al presente, immaginando il futuro.
Qui si collocano le opere di Claudio Giacone, alpinista, “giovane artista ultranovantenne” molto simile ai suoi “compagni di mostra” per ironia e spirito creativo. Artista appassionato, ma anche soggetto attivo e impegnato, che ogni giorno vive e opera, anche alla ricerca di soluzioni per la salvaguardia del pianeta terra che, come noto, rischia l’estinzione soprattutto per l’assenza di conoscenze adeguate e per la scarsa sensibilità di troppi. Nell’incantevole cornice del Ricetto di San Mauro ad Almese, Claudio Giacone suggella un sodalizio mai nato prima, ma che certamente sarebbe stato possibile, viste le tante affinità elettive che oggi consentono di immaginare e realizzare questo incontro di sguardi e sensibilità, tra la terra e il cielo. L’inesauribile fonte d’ispirazione, che per i tre rappresenta l’espressione tangibile di visioni, sogni e desideri comuni.
Dario Lanzardo – Dalla Casa del Conte Verde a Rivoli dove fu accolta nel 2000, dopo l’esposizione a Palazzo Reale di Torino del 1987, la mostra “Il Convitato di ferro”, sarà allestita fino al 6 gennaio 2020, nella suggestiva Torre Medievale del Ricetto, spazio ideale per mostrare magnifiche foto in bianco e nero di armature, che ricordano il racconto di Italo Calvino “Il Cavaliere Inesistente” nel momento in cui Carlo Magno passa in rassegna le truppe prima dell’attacco…. Immagini dell’Armeria Reale di Torino, di Vienna, Monaco di Baviera, dell’Austria, di un imponente repertorio artistico – attualmente in comodato presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino – ispirato all’artista durante una visita all’Armeria Reale di Torino.
In occasione dell’inaugurazione l’attore Beppe Gromi leggerà alcune pagine del Cavaliere inesistente.
Fine intellettuale, partecipe dei “Quaderni Rossi”, marittimo ferroviere, fotografo delle lotte operaie dei primi anni settanta, e del Portogallo per la Rivoluzione dei garofani.
A partire dagli anni ottanta il suo obbiettivo si è spostato sui fenomeni sociali emergenti e da quel momento ha fotografato la realtà giovanile dei concerti negli stadi, i graffiti sui muri, e i tanti aspetti fiabeschi e reali della città e della campagna – con mostre e libri su Dame e cavalieri del Balon esposta nel 1984 a Wolksburg in Germania, Spaventapasseri, Il Convitato di ferro, Arca Naturae, Omaggio a Goethe, I cortili di Torino, Le statue di Torino, La città dei quattro fiumi, – per arrivare al cielo con Cosa sono le nuvole? Il quesito tratto da un film di Pierpaolo Pasolini. Dario Lanzardo era molto curioso e la sua grande umanità lo portava a dialogare con agio, sia con i compagni nell’intervento politico, Gianni Mottura, Gianni Carchia, Vittorio Rieser, con Claudio Napoleoni e intellettuali come Italo Calvino o Dario Fo sia con ragazzi di periferia e gli studenti, con i disoccupati e gli operai Fiat, la grande Fabbrica di allora.
Il Ricetto di Almese, seppure riconducibile ad un altro periodo storico, per importanza rimanda al Castello di Rivoli, imponente architettura Barocca, dove nel 1984 la Regione Piemonte ha inaugurato il Primo Museo d’Arte Contemporanea in Italia con la mostra “OUVERTURE” sotto la direzione dall’olandese Rudi Fuchs.
L’ouverTure del Ricetto di oggi si collega, nello spirito e nell’impianto culturale, alla straordinaria esperienza di Rivoli. Una mostra manifesto che, negli anni ’80, consentiva all’Italia di allinearsi al resto del mondo, realizzata grazie al generoso concorso di artisti e galleristi che prestarono opere al nascente Museo d’Arte Contemporanea. Un evento straordinario che, di fatto, ha creato le basi per lo sviluppo dell’Arte Contemporanea in Piemonte e in Italia. Un dispositivo, importante e inedito, che ha consentito anche la promozione del territorio piemontese, delle sue eccellenze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche.
Sede: Ricetto di San Mauro, Almese, Bassa Val Susa
Inaugurazione: Venerdì 5 aprile, ore 18.00
Periodo: 6 aprile – 3 maggio (Il Convitato di Ferro fino al 6 gennaio 2020)
Orario: Sabato e Domenica ore 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00 in settimana su appuntamento
Ingresso libero
Info: cumale.ass@gmail.com – 328 9161589
Come arrivare:
Pullman: da Fermi, capolinea della Metro, linea per Almese-Condove
Auto: da Torino autostrada Frejus, uscita Avigliana Ovest (prima del Casello)
Bicicletta: Pista ciclabile lungo la Dora Riparia (bellissima in mezzo ai prati)
Foto e Notizie: Ufficio Stampa Comune di Almese

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