Rinasce con due giovani donne il Polski Kot di Torino

Obiettivo raccontare le donne nei paesi dell’Est Europa. Prima conferenza il 25 novembre

rinasce-due-giovani-donne-polski-kot-torinoTORINO – Rinasce il Polski Kot di Torino e lo fa con una guida giovane e femminile: Daria Anna Sitek28 anni, polacca trasferitasi a Torino nel 2013, la nuova presidente, e Anna Mangiullo, originaria della Terra d’Otranto, venuta in città nel 2014 per laurearsi in Lingua e Letteratura russa, nuova vicepresidente.

E la prima iniziativa dell’associazione culturale, che ha recentemente scelto di aderire ad Arci Torino, è nel segno delle donne e della multiculturalità. Si chiama infatti “KobieTo!” e punta a offrire una riflessione sulla condizione della donna nei paesi del vicino Est Europa. Una fotografia, costruita con ospiti di rilievo come scrittori, artisti, attivisti, sulla condizione femminile negli stati di area slava. Obiettivo allargato, infatti, quello di promuovere la cultura slava a Torino, con un’attenzione particolare alle tematiche dei diritti civili e della cittadinanza attiva.

Il nome del progetto, “KobieTo!”, rimanda a un gioco di parole tra la lingua polacca e la città di Torino: in polacco, il termine per indicare la donna è Kobiéta. Kobieto è la parola declinata al vocativo: ‘Ehi, donna!‘, dunque. Un nome scelto per richiamare l’attenzione sulle donne. Inoltre, l’ultima sillaba di KobieTo è un chiaro riferimento a Torino, in cui il progetto ha sede e a cui è rivolto. Il progetto è realizzato con il sostegno della Città di Torino.

La rassegna partirà giovedì 25 novembre, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: sarà Anna Zafesova, giornalista de “La Stampa”, analista politica per il Foglio e Linkiesta, esperta di Russia e spazio post-sovietico, nonché traduttrice dal russo, a parlare di donne e diritti (dimenticati) nella Russia putiniana.  L’appuntamento è nella sede dell’associazione Polski Kot, in via Massena 19/A a Torino, alle 20: nella stessa sede e allo stesso orario si svolgeranno anche le conferenze successive.

Sabato 4 dicembre sarà al volta di Magda Górecka, attivista polacca e membro del movimento Ogólnopolski Strajk Kobiet (OSK, Sciopero delle Donne Polacche): focus sulle proteste che hanno alimentato la Polonia lo scorso anno. Venerdì 10 dicembre microfono a Azra Nuhefendić, giornalista bosniaca residente a Trieste, corrispondente per l’Osservatorio Balcani e Caucaso mentre domenica 11 dicembre invece, c’è Alessandro Ajres fondatore del Polski Kot, professore all’Università di Torino e Bari: racconterà le proteste polacche attraverso un’analisi linguistica.

Infine, domenica 19 dicembre, un’iniziativa performativa (che si svolge eccezionalmente a Magazzino sul Po – partner del progetto) con Urszula Bertin e Gabriela Bertin. Parallelamente verrà allestita la mostra “Nigdy nie będziesz szła sama” (tradotto: “Non camminerai mai sola”) della fotografa polacca Anna Krenz e di Karol Szafranski. La conclusione nel 2022: il 16 gennaio c’è Marta Lempart, avvocato e attivista polacca presidente del movimento OSK (Ogólnopolski Strajk Kobiet/All-Poland Women’s Strike).

Questa è solo la prima iniziativa organizzata dal Polski kot, la cui traduzione letterale italiana è «gatto polacco», anche se dall’associazione precisano come sia meglio chiamarlo “Polski kąt”, ossia angolo polacco. Daria Anna Sitek spiega: «L’obiettivo è coinvolgere un ampio numero di partecipanti proponendo ai torinesi sia incontri e dibattiti con attiviste ed esperti del settore, presentazioni di libri, workshop e seminari, sia letture poetiche, manifestazioni artistiche, mostre fotografiche, proiezioni film e documentari».

Il Polski kot è nato nel 2010 da un’idea di Alessandro Ajres, docente di lingua polacca e traduttore. Inizialmente è stata solo un’associazione culturale che faceva da vetrina alla Polonia e alle realtà culturali slave. Un anno dopo, il 17 febbraio 2011, si è trasformata in circolo culturale, organizzando corsi di lingue slave, presentazioni di libri, mostre, concerti, workshop, aperitivi e degustazioni a tema, eventi culturali di vario genere. Dal 2015, il Polski Kot ha dato vita al Festival Slavika, primo festival italiano interamente dedicato alle culture dell’est Europa. Da quando esiste, il Polski Kot, ogni anno, accoglie ospiti italiani e stranieri: fra questi, ha avuto l’onore di ospitare il premio Nobel per la letteratura Olga Tokarczuk, i poeti polacchi Adam Zagajewski e Tomasz Różycki, la scrittrice croata Dubravka Ugresič, il cantautore bosniaco Damir Imamovič e decine di altri. Nel tempo, ha anche avviato collaborazioni importanti con MOST, Kiosk, Unione Culturale Franco Antonicelli, To je To, EastJournal, Radio Beckwith Evangelica e Russia in Translation. Essenziale è stato anche il patrocinio della cattedra di slavistica dell’Università di Torino.

«Il Polski è un nuovo ingresso molto significativo nella nostra rete – spiega Luca Bosonetto di Arci Torino – Intanto è un presidio di socialità per una zona di Torino spesso fuori dai radar. E poi questo nuovo corso del Circolo segue linee guida strategiche per il futuro di Arci: la relazione con le nuove generazioni, il protagonismo femminile e una forte vocazione interculturale. Daria e Anna, assieme ad altre associazioni, aiuteranno Arci Torino nel rapporto con le comunità straniere presenti in città e nel proporre un modello di Circolo Arci contemporaneo, che sia hotspot interculturale, a partire da una prospettiva antirazzista e intersezionale. KobieTo è il primo risultato di questa collaborazione»

Daria Anna Sitek, nuovo baluardo polacco del circolo, ha conseguito la maturità in Polonia. Poi si è iscritta all’Università a Torino, laureandosi in Lingue e culture per il turismo. Proprio qui è venuta in contatto con il Polski Kot grazie a un tirocinio universitario: da quel momento, correva il 2015, la sua collaborazione col circolo polacco è diventata sempre più costante, inizialmente in qualità di volontaria, tenendo corsi di conversazione e di lingua polacca e, successivamente, nell’organizzazione di eventi e del Festival Slavika. Afferma: «Il nostro scopo è rendere onore alla realtà creata da Alessandro Ajres in tutti questi anni: vogliamo che il Polski continui a mantenere quella genuinità e unicità che lo contraddistingue, che sia un punto di contatto tra l’Est e l’Ovest, dove ognuno possa sentirsi a casa».

La sua vice è Anna Mangiullo, una laurea in Lingua e Letteratura Russa. Dopo aver trascorso periodi di studio in Russia (San Pietroburgo e Mosca), ha deciso di vivere per quasi un anno in Ucraina. Frequenta assiduamente il Polski da quando il suo professore universitario l’ha citato per la prima volta a lezione. Dal 2018, poi, è entrata più a stretto contatto in qualità di volontaria fino a oggi, con la nomina a vicepresidente dell’associazione: «Vogliamo anche che il Polski cresca e si faccia conoscere a livello internazionale, intessendo collaborazioni con altre realtà straniere».

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