Banconote false Torino, arrestati due cittadini stranieri

Le banconote contraffatte rinvenute venivano sequestrate, al pari del denaro genuino, ritenuto il profitto dell’illecita attività.

carabinieriUn cittadino marocchino 30 enne residente a Torino, zona San Donato, e un connazionale 37enne in Italia senza fissa dimora sono stati arrestati con l’accusa di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate.
Secondo quanto spiegato, i Carabinieri li avrebbero pizzicati a bordo di un’utilitaria, dopo che poco prima avevano tentato di effettuare acquisti in due negozi nel cuneese pagando con banconote false. Gli esercenti si erano in effetti accorti della falso denaro ed i due stranieri si erano subito allontanati.
In base a quanto appurato, una pattuglia in borghese dei Carabinieri, raccolta la segnalazione, dopo un’attenta perlustrazione, avrebbe notato l’auto segnalata in uso ai malviventi, in sosta, in prossimità di un mercato. A quel punto avrebbero deciso di effettuare un servizio di osservazione, per verificare se i due si trovassero lì per spacciare soldi falsi. Poco dopo, i militari avrebbero notato che due soggetti, corrispondenti alle descrizioni fornite dai negozianti, si allontanavano frettolosamente e con fare sospetto, il primo dopo essere uscito da un negozio del centro, il secondo dopo essersi allontanato da un banco del mercato. I militari, convinti che i due avessero posto in essere l’ennesima spendita, avrebbero così deciso di fermarli. Uno di loro, alla vista dei Carabinieri, si dava alla fuga, venendo poi bloccato in una via del centro cittadino. Sottoposti a perquisizione sarebbero stati trovati in possesso di due banconote contraffatte da 100 euro, mentre nell’auto, sarebbero stati rinvenuti, oltre a numerosi generi alimentari, anche altre banconote genuine, per un valore di 85 euro. I successivi accertamenti avrebbero consentito di stabilire che i due avevano effettivamente speso ulteriori due banconote da 100 euro in un banco ambulante ed in un negozio. Gli stessi per ricavare il maggior profitto possibile, avrebbero acquistato articoli di basso costo, pagando con banconote di grosso taglio e lucrando, quindi, sul resto. Le banconote contraffatte rinvenute venivano sequestrate, al pari del denaro genuino, ritenuto il profitto dell’illecita attività.