Progetto Sos Donna Asti, il contributo della Polizia di Stato

Il contributo della Polizia di Stato al PROGETTO SOS Donna ideato dalla Associazione Culturale Agar di Asti ha preso forma concreta proprio il giorno di San Valentino

Il contributo della Polizia di Stato al PROGETTO SOS Donna ideato dalla Associazione Culturale Agar di Asti ha preso forma concreta proprio il giorno di San Valentino, per sottolineare una volta in più che la Donna può essere aiutata ad allontanarsi da quelle forme di amore che … tale non è.
In data 14.2.2019 infatti, presso la Questura di Asti era presente la giornalista e scrittrice Laura Nosenzo autrice dei testi di www.sos-donna.it, il progetto che sarà attivato l’8 marzo in ausilio alle donne che hanno subito violenza di genere o a tutti coloro che desiderano informarsi di più su questo tema costantemente purtroppo di attualità.
Per collocare nel portale le informazioni corrette, e anche per sentire sulla propria pelle l’emozione di chi supera la soglia della Questura con l’emozione di dover parlare della violenza che sta subendo, la giornalista ha varcato le porte degli uffici di polizia dedicati, conoscendo personalmente chi vi lavora tutti i giorni, soffermandosi ad osservare i poster del progetto del Dipartimento della Pubblica Sicurezza “Questo non è amore” tradotti nelle lingue di tutti i Paesi e messi nei luoghi di passaggio del pubblico, e quello di “UMANO” nato da alcune settimane dall’esperienza del Centro Antiviolenza l’Orecchio di Venere ed il Comune di Asti.
Alla giornalista è stato spiegato che l’arrivo in Questura di una donna che desidera denunciare la violenza o anche solo parlare e informarsi, determina un circuito perfettamente rodato in base al quale ella evita di transitare attraverso i percorsi ordinari delle denunce e invece viene accompagnata direttamente presso coloro che sono destinati ad ascoltarla, eliminando ogni tempo di attesa.
La dott.ssa Nosenzo ha percepito il clima silenzioso dell’Ufficio Misure di Prevenzione e Ufficio Minori della Divisione Polizia Anticrimine e dell’Ufficio reati contro la donna e minori della Squadra Mobile, resi riservati e dedicati da una chiusura dell’intero piano con codici di accesso, per garantire riserbo e rispetto per chi vi entra portando il peso del proprio vissuto sovente violato nel fisico e ancor più nella psiche.
Lo staff di questi uffici, composto di donne e uomini, sollecitato dalle moltissime domande mirate, ha raccontato quali sono le attività condotte nel quotidiano dalla Polizia di Stato per indirizzare e sostenere le donne vittime di violenza e di atti persecutori che decidono di intraprendere un percorso di riscatto dagli autori degli abusi, cosa accade quando il personale delle Volanti per primo entra nelle case, su chiamata della vittima o perché i vicini hanno ascoltato le invocazioni di aiuto, quando l’Ufficio Immigrazione nei suoi approfondimenti riconosce situazioni particolari anche individuando vittime della tratta della prostituzione.
Il clima intenso dell’incontro peraltro non poteva che rivelarsi propedeutico all’avvio di altre iniziative, quali la predisposizione di FAQ da mettere a disposizione delle donne che accederanno al sito con le quali si forniscono risposte ai quesiti più frequenti che consentiranno di fare chiarezza sui dubbi che spesso pongono un freno alla decisione di denunciare episodi di violenza, nonché il rilancio alla home page della Questura per le parti dedicate agli Uffici i cui componenti di occupano specificamente del tema della violenza di genere.
Anche questa ulteriore forma di messa in rete della Polizia di Stato e della Questura di Asti, la cui vicinanza con il Centro Antiviolenza della Croce Rossa e con l’ASL è
sperimentata ormai da tempo, è vista con entusiasmo da chi si occupa della materia, anche nella consapevolezza che tali iniziative sono di avanguardia sul territorio regionale e anche nazionale.

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