Rifiuti pericolosi e non buttati dentro capannone Chivasso, denuncia dei Carabinieri

Si è pertanto proceduto al sequestro dell’area di 5.500 metri quadrati e del capannone in cui erano illecitamente stoccati i rifiuti, denunciando il titolare, un uomo di 59 anni, per il reato di deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non

carabinieriI Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Torino e i militari della Stazione Carabinieri Forestali di Chivasso nel corso di un controllo presso un capannone poco distante da Chivasso, hanno individuato un vero e proprio deposito di rifiuti completamente irregolare ed assolutamente privo di qualsiasi autorizzazione.
Secondo quanto spiegato, l’intervento è avvenuto in Regione Prato del Signore in una zona industriale e fin dall’inizio i Carabinieri avrebbero trovato rifiuti di ogni genere accatastati alla rinfusa sia all’interno del capannone, che nelle aree circostante dove esposti alle intemperie ed abbandonati direttamente sul terreno. Infatti accanto ai cumuli di macerie, in parte ricoperti da vegetazione, si trovavano più di diciotto carcasse di autoveicoli molto spesso stipate a loro volta di rifiuti, bidoni contenenti oli esausti, pneumatici fuori uso, pannelli isolanti, macchinari, apparecchiature elettroniche ed elettrodomestici in disuso, rottami ferrosi, neon, contenitori di vernici e solventi e accumulatori al piombo.
In base a quanto appurato, accanto a questi rifiuti pericolosi se ne trovavano in grande quantità altri non pericolosi come materassi, vestiti vecchi, mobili in legno o altro materiale, imballaggi in plastica e cartone, materiali per l’edilizia variamente deteriorati accatastati gli uni sugli altri o come nel caso del capannone stipati fino a raggiungerne il soffitto. Si è pertanto proceduto al sequestro dell’area di 5.500 metri quadrati e del capannone in cui erano illecitamente stoccati i rifiuti, denunciando il titolare, un uomo di 59 anni, per il reato di deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non e invitandolo a procedere alla loro rimozione per avviarli allo smaltimento. Della situazione è stata informata la Procura di Ivrea.

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