Sciopero azienda Alcar Vaie, dalla trattativa alla protesta in piazza

Le organizzazioni sindacali Fiom e Fim di Torino, unitariamente con Fim-Fiom e Uilm di Lecce, hanno dato disponibilità a discutere del contenimento dei costi

FIOMI circa 200 dipendenti dell’Alcar di Vaie sono scesi oggi in sciopero a seguito dell’interruzione del tavolo di trattativa avvenuto nella serata di ieri, con l’Alcar Industrie, azienda che dovrebbe affittare l’Alcar in concordato preventivo da alcuni anni.
L’Alcar, azienda con due stabilimenti (oltre a quello di Vaie, ce n’è anche uno a Lecce con circa 300 lavoratori), carpenteria fornitrice di componenti per le macchine di movimento terra, è in crisi dal 2008 quanto la Cnh, allora principale cliente del gruppo facente capo alla famiglia Montinari, interruppe improvvisamente il piano di commesse, mettendo l’azienda in forte criticità.
Da lì alla decisione del concordato preventivo il passo fu breve e, ad oggi, l’unico soggetto interessato a rilevare le produzioni è stata appunto l’Alcar Industrie, nuova società che vede ancora la partecipazione della famiglia Montinari di Lecce, in un nuovo mix societario costituito con alcuni dirigenti dell’Alcar.
In quest’ultimo mese doveva perfezionarsi l’affitto dalla curatela da parte della società Alcar Industrie; tale perfezionamento l’Alcar Industrie l’ha però vincolato ad un accordo sindacale nel quale si sarebbe dovuto concordare il taglio del costo del lavoro dei dipendenti in un range compreso tra il 9 ed il 25%, cifre insostenibili da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, che già percepiscono salari contenuti; a ciò si aggiunga che, a seguito della crisi che ha colpito tale realtà imprenditoriale dal 2008 ad oggi, questi stessi lavoratori già hanno effettuato sacrifici economici, rinunciando a parte del salario accessorio (ticket e premio di risultato), oltre all’essersi visti il salario nel frattempo falcidiato dal ricorso continuo ad ammortizzatori sociali.
Le organizzazioni sindacali Fiom e Fim di Torino, unitariamente con Fim-Fiom e Uilm di Lecce, hanno dato disponibilità a discutere del contenimento dei costi, avanzando anche proposte alternative di congelamento temporaneo di alcune voci salariali per i prossimi dodici mesi, con una restituzione certa a fine percorso, ma con meccanismi più contenuti, equi ed economicamente sostenibili dalle lavoratrici e dai lavoratori coinvolti, di quanto previsto dalla proposta aziendale.
Ieri sera l’azienda, dopo un mese e mezzo di trattativa, ha però deciso di giungere all’aut-aut: o si concorda quanto previsto dalla richiesta aziendale o l’Alcar Industrie, entro 48 ore, ritira la propria offerta rimettendo l’Alcar alla decisione del tribunale fallimentare di Lecce.
I lavoratori oggi, dopo aver a più riprese respinto in assemblea la proposta aziendale, ritenuta economicamente insostenibile per loro, hanno immediatamente risposto con lo stato di agitazione, mentre le organizzazioni sindacali si sono attivate per coinvolgere istituzioni e Prefettura di Torino e di Lecce, con la volontà di trovare soluzioni alternative alla chiusura aziendale.
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