Truffa falsi affitti Torino, fermato 40enne

Tutto nasce da una denuncia per furto di identità presentata nel Febbraio del 2016: un cittadino, infatti, si era accorto che il proprio nome era stato indebitamente utilizzato per l’attivazione di servizi bancari

Tutto nasce da una denuncia per furto di identità presentata nel Febbraio del 2016: un cittadino, infatti, si era accorto che il proprio nome era stato indebitamente utilizzato per l’attivazione di servizi bancari e per questo aveva deciso di rivolgersi al Compartimento di Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino.
Secondo quanto spiegato, l’esperienza degli operatori della Polizia Postale, però, ha portato a studiare meglio il caso e a scoprire che quella che sembrava una “semplice” sostituzione di persona era, in realtà, un pezzo di un mosaico criminoso molto più complesso.
L’articolata attività di indagine, condotta dal Compartimento Polizia Postale del Piemonte e Valle d’Aosta, si è protratta per più di un anno e mezzo sotto la direzione del Sostituto Procuratore della locale Procura dott. Andrea Padalino e ha consentito di individuare il presunto autore delle truffe, oggetto di ben 114 procedimenti penali pendenti presso le Procure di tutto il territorio nazionale.
In base a quanto appurato, attraverso un certosino lavoro di incrocio di dati, gli investigatori avrebbero ricostruito il modus operandi del malfattore, cittadino italiano 40enne di origini pugliesi, il quale, a seguito della pubblicazione su siti internet di numerosi annunci di affitto di case per le vacanze, si sarebbe fatto accreditare su carte prepagate somme di denaro a titolo di anticipo per la locazione, richiedendo contestualmente copia dei documenti di riconoscimento con il pretesto di dover reperire i dati utili alla compilazione dei contratti d’affitto.
In questo modo, il 40enne sarebbe riuscito a recuperare una rilevante quantità di nominativi e di informazioni di persone realmente esistenti che successivamente utilizzava per l’attivazione di strumenti finanziari e servizi bancari impiegati per commettere ulteriori truffe. Ciò gli avrebbe consentito di dissimulare la propria identità facendo ricadere la responsabilità dei fatti sulle stesse persone truffate.
Attraverso le moderne tecniche di Open source intelligence, inoltre, gli investigatori avrebbero reperito ulteriori indizi a carico del sospettato: in particolare, dall’analisi dei profili da lui utilizzati sui principali Social Network sarebbe emerso uno stile di vita decisamente al di sopra delle possibilità economiche dichiarate risultando un disoccupato e senza fissa dimora.
In materia di transazioni online, la Polizia Postale ha predisposto un vademecum in collaborazione con Subito.it, disponibile su www.commissariatodips.it: poche e semplici regole per effettuare acquisti sicuri ed evitare spiacevoli sorprese.

 

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