Truffa vendita materiali informatici Torino, operazione GDF da 14 milioni di euro

GDF_foto_darchivio-300x225I militari appartenenti al Nucleo Polizia Tributaria Torino, nell’ambito di indagini di Polizia giudiziaria coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito una serie di perquisizioni a seguito di una richiesta di rogatoria internazionale proveniente dalla magistratura tedesca. In particolare, l’attività di polizia giudiziaria, alla quale hanno preso parte anche due appartenenti al Department for Tax Fraud giunti dalla Germania, ha riguardato 2 fratelli, di 34, e di 40 anni, domiciliati rispettivamente a Torino e Messina, indagati in relazione al reato di utilizzo di fatture false per 14 milioni di euro, i quali sarebbero risultati essere componenti di un’organizzazione criminale transnazionale ritenuta responsabile di un’imponente frode fiscale “carosello” nel settore della vendita di materiali informatici.
Secondo quanto spiegato, le frodi fiscali cosiddette “carosello” sfruttano il particolare meccanismo di applicazione dell’IVA nelle operazioni tra Paesi membri dell’Unione europea, che esclude la detrazione del tributo in caso di acquisto effettuato da un fornitore UE. Per consentire all’impresa acquirente di fruire, anche in tali casi, della detrazione dell’IVA assolta a monte, viene interposto “fittiziamente” un soggetto italiano nell’acquisto dei beni tra il soggetto comunitario, reale venditore, e l’effettivo cliente residente in Italia. Quest’ultimo riceve di fatto la merce dall’operatore dell’Unione Europea, ma, sul piano documentale, risulta averla acquistata da un’impresa cd. “cartiera” (o anche “missing trader”), che emette una fattura con IVA, senza però versarla. Conseguentemente, il soggetto passivo d’imposta finale riesce, violando la normativa IVA, a detrarre comunque l’imposta assolta a monte.
In base a quanto appurato, nel caso specifico, nella frode fiscale – di dimensioni europee – oltre a due società di Torino operanti nel settore della vendita di materiale informatico, sarebbero risultate coinvolte quarantaquattro aziende italiane, tutte fittizie, nonché numerosi altri soggetti economici con sede a Cipro, in Francia, Germania, Lituania, Lussemburgo, Polonia e Regno Unito. Sulla base degli accertamenti effettuati dagli investigatori della Guardia di Finanza di Torino, concernenti, tra l’altro, le disponibilità patrimoniali degli indagati derivanti dai proventi illeciti della frode, il Giudice per le Indagini preliminari di Torino, su richiesta del Pubblico Ministero, ha altresì disposto, in concomitanza con l’esecuzione delle perquisizioni locali, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni mobili e immobili, nonché di tutti i valori depositati su svariati conti correnti, nella disponibilità dei due indagati italiani, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro. Al riguardo, le operazioni finora condotte hanno consentito di sottoporre a sequestro un immobile ad uso abitativo, sito a Torino, e oltre 180mila euro.