Giocare in Borsa: meglio l’analisi tecnica o l’analisi fondamentale?

I principali approcci di analisi per poter giocare in Borsa sono rappresentate dall'analisi fondamentale e dall'analisi tecnica. Ma di cosa si tratta? E quale delle due metodologie è preferibile?

borsa-valoriCominciamo con un breve focus sull’analisi fondamentale, per la quale si intende una forma di analisi basata sulla teoria economica, che utilizza metodi statistici, econometrici e contabili, che permettono di individuare il prezzo “congruo” dell’attività (in questo caso, il titolo azionario) da acquistare o da vendere. Ne consegue che nell’ipotesi in cui il valore dell’attività così determinato sia inferiore al prezzo di mercato, sarà conveniente procedere all’acquisto, mentre nell’ipotesi in cui il valore dell’attività determinato come sopra sia maggiore al prezzo di mercato, bisognerà invece astenersi dall’acquistare il titolo (o venderlo allo scoperto).

Di contro, l’analisi tecnica si basa sullo studio dei grafici e della “psicologia” del mercato, sul concetto fondamentale secondo cui la “memoria” del mercato farà in modo che dinanzi a simili situazioni si ripeteranno simili comportamenti. Ma quale dei due approcci sembra essere migliore per poter investire in strumenti finanziari?

Come ricordato sul sito internet https://www.giocareinborsa.com/, non esiste un approccio migliore dell’altro. E, anzi, non sarebbe affatto anomalo cercare di integrare le considerazioni effettuate con l’analisi fondamentale, con quelle tipiche dell’analisi tecnica, come le tendenze nei prezzi delle attività quotate.

Al di là di ciò, è possibile altresì ricordare che molto spesso è il secondo approccio, quello tecnico, il preferito dai trader online. Le motivazioni alla base di tale convincimento (parziale) sono numerose. Si pensi, per esempio, al fatto che l’analisi tecnica richiede delle conoscenze che possono prescindere (in quota) da quelle economiche o statistiche, essendo un approccio di tipo prevalentemente grafico (l’analisi fondamentale richiede invece una certa competenza per poter valutare correttamente il valore delle attività finanziarie).

Un altro motivo che sta spingendo sempre più persone verso l’analisi tecnica è legata alla possibilità di poter approfittare delle piattaforme di trading che vengono poste a disposizione dei broker operanti sul mercato italiano e internazionale, e che permettono – in pochi clic – di poter gestire e analizzare dati e grafici a proprio piacimento.

Naturalmente, lungi da noi sminuire o sterilizzare l’importanza dell’analisi fondamentale, le cui valutazioni interpretative sono invero piuttosto forti. Secondo i sostenitori dell’analisi fondamentale, ad esempio, l’analisi tecnica peccherebbe proprio nei suoi fondamenti, e non sempre è in grado di spiegare cosa accadrà sul mercato, ex ante.

Insomma, anche per i motivi di cui sopra, è probabilmente più opportuno cercare di integrare i due diversi approcci, assegnando magari all’analisi fondamentale il compito di selezionare i titoli di Borsa che sembrano essere più sopravvalutati o sottovalutati, e affidando invece all’analisi tecnica il compito (altrettanto importante!) di stabilire il momento giusto in cui intraprendere le operazioni di acquisto o di vendita. Una ripartizione degli “incarichi” che probabilmente potrebbe permettervi una migliore strutturazione della politica operativa di trading, e che potrebbe altresì arricchire e rendere più integrata la vostra conoscenza di ciò che accade sui mercati finanziari.
(foto: KMJ)