Economia

Il futuro di Torino parte da Mirafiori

FIM FIOM UILM Torino: Il futuro della città parte da Mirafiori. Presentato oggi il documento unitario per il rilancio

Un documento in quattro punti per consolidare il rilancio di Mirafiori con l’impegno delle istituzioni e del mondo delle imprese ad accompagnare il percorso.

Sono le proposte che Fim, Fiom, Uilm di Torino hanno presentato oggi durante una conferenza stampa che si è svolta presso la sede Cisl di Torino, presenti i segretari generali delle tre organizzazioni sindacali, Rocco Cutrì (Fim-Cisl), Edi Lazzi (Fiom-Cgil), Luigi Paone (Uilm-Uil).

Nel documento si legge che, per garantire una solida crescita dell’economia torinese, serve innanzitutto preservare e rilanciare Mirafiori, lo stabilimento che più di tutti in questi anni ha pagato il prezzo della crisi e dei mancati investimenti.  Nella storia recente, fino ai primi anni 2000, lo storico stabilimento produceva 200.000 autovetture con sei tipi di modelli. Da quel periodo, a seguito della scelta aziendale di creare il Polo del Lusso, in un contesto di mercato che ha anche subito un rallentamento per la pandemia, la produzione è calata toccando il punto più basso nel 2019 con solo 21.000 auto prodotte”.

Fim, Fiom, Uilm denunciano il drammatico quasi azzeramento delle produzioni dei modelli a marchio Maserati, che da 55.000 unità prodotte nel 2017 e destinate a mercati prevalentemente esteri, chiuderanno il 2023 verosimilmente a quota 8.000. La sola 500 elettrica, che probabilmente attesterà la produzione 2023 a circa 78.000 unità, non è sufficiente a garantire la missione produttiva dello stabilimento e la stabilità occupazionale degli attuali addetti. Inoltre Mirafiori ha visto ridimensionare fortemente anche i suoi occupati, passando dai 21.000 del 2008 agli attuali 15.000, il che significa una variazione negativa di quasi il 29% degli addetti.

Fim Fiom Uilm, chiedendo il coinvolgimento delle istituzioni locali e delle imprese, si pongono 4 obiettivi:

  • Assegnare nuovi modelli in grado di garantire la missione produttiva dello stabilimento di Mirafiori;
  • Affrontare la crisi anagrafica della forza lavoro Stellantis, la cui età media si attesta a 56 anni;
  • Implementare la produzione di componentistica legata alla produzione e allo sviluppo delle vetture ecologiche;
  • Potenziare il ruolo strategico di Torino come Polo di ricerca e progettazione.

“Fim, Fiom Uilm di Torino – dichiarano Cutrì, Lazzi e Paone – nonostante abbiano accolto favorevolmente gli investimenti annunciati da Stellantis sull’area torinese, che dovrebbero concretizzarsi con la realizzazione dell’Hub del riciclo, del Green Campus, del Battery Technology Center e dell’assegnazione di un nuovo cambio ibrido, sono fermamente convinte che sia necessario mettere al centro dell’attenzione lo stabilimento di Mirafiori per rilanciarlo in tutte le sue potenzialità, avendo un progetto ben definito da condividere e decidere con il management di Stellantis, le imprese, le istituzioni locali, ovvero il Comune di Torino e la Regione Piemonte, e le confederazioni di Cgil, Cisl e Uil, istituendo un tavolo permanente”.

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