Chiusura Borsa 12 novembre 2013, andamento Forex, azioni e titoli Ftse-Mib

Quella iniziata ieri, lunedì 11 novembre 2013, per i mercati finanziari non potrà che essere una settimana di assestamento. Pochi i market mover in questa settimana, mentre sono ancora influenti sia la decisione della Bce di tagliare di un quarto di punto il costo del denaro sia i dati migliori delle attese sul fronte del mercato del lavoro in Usa. Questi i due temi principali che hanno scandito la giornata odierna.

 

LE NOTIZIE DI OGGI – Nell’introduzione all’articolo abbiamo già accennato ai due temi principali che stanno influenzando e portando oscillazioni ai mercati finanziari: la mossa della Bce di giovedì scorso di tagliare il costo del denaro di un quarto di punto ed i dati migliori delle attese sul fronte del mercato del lavoro negli Stati Uniti.

– E’ soprattutto il secondo punto a segnare l’andamento dei mercati finanziari visto che un miglioramento sul fronte occupazionale potrebbe tradursi nel tanto temuto tapering da parte della Fed, la Banca centrale degli Usa. Dal marzo del 2009, ossia da quando gli Usa hanno conosciuto la deflazione (non accadeva dal 1955), la Federal Reserve ha inondato il mercato di liquidità dando origine al primo piano di quantitative easing con l’obiettivo di espandere la base monetaria in circolazione acquistato titoli di Stato e titoli agganciati ai mutui subprime.

– Dalla scorsa primavera, grazie ad una situazione occupazionale via via migliore, lo spettro della fine di questo programma di acquisti si è fatto sempre più insistente e sempre più realistico. Questa situazione preoccupa i mercati e, qualora avvenisse, provocherebbe un calo generalizzato degli indici di Borsa ed un rafforzamento del Dollaro americano, valuta rifugio per eccellenza.

– In Italia la giornata odierna è stata segnata dall’asta dei Bot. Il Tesoro ha collocato tutti i 6,5 miliardi di euro di titoli a 12 mesi con un rendimento calato allo 0,688% rispetto al precedente 0,999%. Domanda in aumento con un rapporto bid to cover salito a 1,80 rispetto all’1,72 precedente.

– Sul fronte inflazione, o meglio rischio deflazione, sono usciti i dati che confermano che i prezzi al consumo nel nostro Paese sono aumentati dello 0,8% ad ottobre; una crescita molto lieve se si considera che nello stesso mese l’Iva è salita di un punto base. Il rischio deflazione permane per l’Italia e per l’intera Europa.

– Nonostante i rendimenti dei Bot in calo, lo spread rimane stabile in area 236 punti base. Ora il decennale italiano, sul mercato secondario, rende il 4,14%, 0,04 punti in più dell’omologo della Spagna che vede lo spread sulla Germania a 233 punti base.

 

IL MERCATO FOREX – Anche il mercato valutario è influenzato dallo spettro del tapering. Nella seduta odierna, che si chiuderà alle 23.00, abbiamo assistito ad un rafforzamento del dollaro americano, soprattutto nei confronti dello yen giapponese.

– Alle 18.30 il cambio USD/JPY quota 99,6055 (+ 0,42%), sui massimi della fine di settembre 2013. Biglietto verde in salita anche sulla sterlina inglese (0,6283 con un + 0,44%) e sul dollaro australiano (1,0766 con un + 0,76%).

– Yen che risulta essere debole anche nei confronti dell’euro che mette a segno un + 0,61% passando di mano a 133,7950 contro la divisa nipponica ed a 1,3433 sul dollaro americano, riportandosi sui livelli della serata di giovedì scorso.

– Ribasso diffuso anche per la sterlina inglese che oggi ha visto la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo che ad ottobre ha fatto registrare un rallentamento: + 2,2% contro le attese per 2,5% e la precedente rilevazione a 2,7%. Sterlina che ha lasciato sul terreno lo 0,61% sull’euro, lo 0,44% sul dollaro e che è stata sostanzialmente stabile contro lo yen (-0,02%).

 

GLI INDICI – La prospettiva del tapering torna a farla da padrona anche tra i titoli europei ed americani. Piazza Affari chiude al ribasso cedendo lo 0,54%, ma mantenendosi sopra i 19mila punti (19.005) ed avendo una performance migliore di Parigi che ha chiuso in ribasso dello 0,61%.

– Poco meglio hanno fatto gli altri listini del Vecchio Continente: Francoforte ha perso lo 0,34% e Londra lo 0,02%. Giornata negativa anche per Madrid che ha lasciato lo 0,84%.

– Anche a Wall Street prevalgono i ribassi: alle 18.30 il Nasdaq vede un – 0,17% e lo Standard & Poor’s lo 0,38%.

– Molto meglio ha fatto il Nikkei che in mattinata ha messo a segno un vero e proprio rally sulla scorta della debolezza dello yen chiudendo con un + 2,2% e facendo registrare i nuovi massimi dal 23 ottobre scorso oltre che il miglior guadagno giornaliero da inizio settembre.

 

L’AZIONARIO ITALIANO – Analizzando i componenti del Ftse-Mib notiamo l’ottima performance di Enel che, grazie alla trimestrale positiva e ad un taglio del debito, fa segnare i nuovi massimi degli ultimi due anni e chiude guadagnando lo 0,61%.

– Nonostante il buon esito dell’asta Bot, il settore bancario del listino milanese non ne ha beneficiato ed ha chiuso in chiaroscuro: Unicredit ha lasciato lo 0,09%, Ubi Banca lo 0,32%, Mediobanca ha guadagnato lo 0,16%, mentre Intesa ha perso l’1,06%.

 

E DOMANI? – Domani sarà il Giappone ad avere la scena visto che nella tarda serata sarà pubblicato il report del Prodotto Interno Lordo. La release dell’annualizzato è prevista all’1,6% contro il 3,8% precedente.

– Interessante sarà seguire anche il report della Bank of Englad sull’inflazione dell’economia britannica.

 

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Matteo Torti

Foto: wikipedia.org