SFM1 Pont Rivarolo Chieri, la situazione arriva in Parlamento

"Subito una soluzione per tutelare i pendolari della linea ferroviaria Canavesana, vogliamo conoscere esattamente a che punto sia il passaggio della gestione da Gtt a Trenitalia e Rfi, sollecitando un intervento per ridurre i disagi ormai insostenibili per i pendolari"

“Subito una soluzione per tutelare i pendolari della linea ferroviaria Canavesana, vogliamo conoscere esattamente a che punto sia il passaggio della gestione da Gtt a Trenitalia e Rfi, sollecitando un intervento per ridurre i disagi ormai insostenibili per i pendolari”. A dirlo è Alessandro Giglio Vigna, Capogruppo della Lega nella Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera, che ha presentato assieme ai colleghi Elena Maccanti ed Alessandro Benvenuto, un’interrogazione in commissione trasporti. “Innanzitutto, chiediamo immediatamente al Governo di fare chiarezza su cosa stia accadendo alla linea ferroviaria Sfm1 Pont-Rivarolo-Chieri e se è vero che il passaggio della gestione della tratta da Gtt a Trenitalia, previsto per il 9 dicembre, sia destinato a slittare – precisa l’On. Giglio Vigna insieme ai colleghi Deputati – un ritardo nella procedura provocherebbe infatti ulteriori caos ed incertezze: occorre un intervento diretto del Ministero. Conoscere come stiano realmente le cose è diritto dei tanti pendolari che quotidianamente utilizzano questa linea, tristemente conosciuta come una delle peggiori di tutto il Piemonte per la continua inefficienza. Una situazione che è ancora peggiorata da quando Gtt, in vista del subentro di Trenitalia, ha cessato completamente ogni investimento ed impegno. Stiamo infatti parlando di una tratta che da anni, grazie alla disastrosa gestione di Gtt, fa registrare ogni giorno una serie infinita di disservizi: ritardi cronici, vagoni sovraffollati, treni che si fermano improvvisamente a chilometri di distanza dalle stazioni, corse cancellate all’ultimo minuto e senza preavviso. A pagarne il prezzo sono migliaia di lavoratori e di studenti che non hanno altro mezzo per raggiungere Torino o i paesi della cintura: è davvero ora che qualcuno se ne occupi seriamente”.

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