1917, la recensione del film di Sam Mendes di CronacaTorino

Il film 1917 di Sam Mendes è sicuramente destinato a far parlare di sé non solo per le numerose nomination agli Oscar, ma anche per le sue tante contraddizioni

Sam Mendes ha portato delle sale cinematografiche un film capace di collezionare dieci nomination agli Oscar. Il film “1917”, liberamente tratto dai racconti del nonno del regista, racconta la storia di due soldati, William Schofield e Tom Blake, interpretati rispettivamente da George McKay e Dean-Charles Chapman, a cui viene affidata la missione di consegnare un dispaccio per salvare il Secondo Battaglione in procinto di cadere in una trappola ordita dai tedeschi. La stessa missione, che idealmente occupa uno spazio di 24 ore, non è scevra da pericoli e i due soldati dovranno dare prova di sopravvivenza in situazioni spesso più grandi di loro.
La scelta del regista di montare le riprese in un unico piano sequenza riesce a coinvolgere lo spettatore nell’esperienza stessa della guerra. Il racconto, privo degli eroismi e della mitizzazione tipica dei film hollywoodiani, è spietato nella sua crudeltà e nella sua ricerca di una speranza spesso vana. Tuttavia sono presenti, e meno male, anche momenti di normalità e di sentimenti umani che per un momento distolgono l’attenzione dagli orrori della guerra.
Schofield e Blake non rappresentano i tipici eroi di guerra, ma appaiono come due ragazzi strappati dalla famiglia e dalla loro quotidianità catapultati a combattere una guerra logorante in una terra straniera.
La trama è sostanzialmente molto lineare per lo spettatore, ma in alcune scene manca del tutto il contatto con la realtà. La storia, in sé quasi banale, è impreziosita dalla solida interpretazione di un cast arricchito con attori di esperienza quali Colin Firth, Mark Strong, Benedict Cumberbatch e Richard Madden. Una scommessa, quindi, vinta solo in parte per Sam Mendes che non riesce ad accompagnare alla super regia una storia più articolata e approfondita.
“1917” si configura comunque come uno dei film di guerra più riusciti dagli Anni ’90 a oggi, ma non regge il paragone con film come “Dunkirk” di Nolan o “Lettere da Hiwo Jima” di Eastwood. (Alessandro Gazzera, Antonella Mastria)

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