Intervista a Billy Livesay, il rocker americano presenta il nuovo disco dei “The Livesays”

Billy Livesay presenta "The Rhythm Of Love and Dysfunction" l'ultimo disco dei The Livesays

Un nuovo album, tanti significati e un rock che fa i conti con la realtà del Covid. Questa potrebbe essere la definizione perfetta per “The Rhythm Of Love and Dysfunction” dei The Livesays.
A presentarcelo è Billy Livesay, cantante della band e storico collaboratore di Clarence Clemons. Il rocker americano ha raccontato a CronacaTorino il nuovo album tra la morte dell’amico Eddie Zyne e le canzoni scritte in quarantena.
Ecco cosa ci ha raccontato:
Buongiorno Billy,
questo periodo ha cambiato drasticamente le nostre abitudini. Come lo stai passando?
Voglio ringraziarti per l’interesse alla nostra musica. Lo apprezzo davvero. Il nostro nuovo album “The Rhythm Of Love and Dysfunction” sarebbe dovuto uscire nel 2019, ma la morte del nostro fratello e batterista Eddie Zyne, nel novembre del 2018, ci ha messi in pausa. Con le nuove canzoni che ho scritto dopo la morte di Eddie e l’inizio della quarantena per il virus… Beh ho realizzato che avevamo qualcosa di speciale, quindi ci siamo presi questo tempo in quarantena per finire l’album e mostrarlo al mondo.
Abbiamo ascoltato il disco ed è veramente bello. C’è una canzone a cui sei maggiormente legato?
Una delle mie preferite è “Another Mile” per via della cadenza dei versi e per come il testo scivola via. Da una prospettiva personale, era il mio modo di scusarmi con mia moglie dopo una discussione su qualcosa di meschino.
Le coppie sono sempre veloci ad abbandonare le loro relazioni per una discussione o un disaccordo. Le relazioni sono sempre un lavoro in corso e hanno bisogno di essere sempre “alimentate”.
“How Can I Be” è veramente speciale. Com’è nata questa canzone?
Stavo scrivendo all’inizio della quarantena leggendo porzioni di testi di vecchie canzoni e mi sono imbattuto nel testo di “How Can I Be”.
Ho pensato a un amico che ha una moglie prepotente e mi ha fatto anche pensare a un interesse amoroso che io avuto a scuola. Lei è stata viziata dai suoi genitori, di bell’aspetto e molto egocentrica ed egoista. Diceva sempre a me e a tutti gli altri cosa fare e io l’ho fatto. Poi un giorno mi sono stufato e ho deciso di non essere più così. Fondamentalmente le ho detto tutte le cose che dico nella canzone. Sua madre era solita usare la frase “È carino… è carino”. È diventata la mia prima moglie. Immagino di non aver imparato.
Come crei una canzone? Da dove arriva l’ispirazione?
Scrivo con una chitarra acustica e sono influenzato da diversi tipi di musica. Cerco di attingere da ciò che accade intorno a me, nonché dalle esperienze personali e dalle esperienze delle persone con cui mi relaziono. Spesso la musica arriva prima, ma una riga del testo può sempre arrivare insieme alla musica e semplicemente fluire. A volte sogno di una canzone ed è completamente finita, ma finché non mi sveglio e la scrivo la dimentico.
Qualche possibilità di sentire questo disco dal vivo?
Sì, il 20 di settembre. Sarà il nostro primo show da Marzo. Sarà un live con tutto il nuovo disco da un piccolo posto chiamato Crazy Uncle Mike’s in Florida. Potrete vederci su Facebook o sul nostro canale Youtube http://www.youtube.com/user/TheLivesaysMusic
Progetti per il futuro?
Stiamo aspettando di tornare a suonare di fronte al pubblico di nuovo. Stiamo inoltre lavorando a video per le altre canzoni e continueremo a “piazzare” qualche canzone in show televisivi.
Sappiamo che hai perso il tuo amico Eddie Zyne. Ti va di condividere un ricordo legato lui?
Eddie era una persona fantastica. Ex batterista di Hall and Oates, Rick Derringer, Foghat e The Monkees. Non un qualcosa di meschino nel suo corpo, era sempre un perenne ottimista. Quando abbiamo fatto l’audizione per Clarence, mi ha assicurato che avrei ottenuto il lavoro anche quando io pensavo di non esserci riuscito. Amava Todd Rundgren e disse che un giorno avrebbe suonato con lui e lo fece: ricevette la chiamata per suonare con Todd Rundgren e la Rockford Symphony Orchestra a Rockford, Illinois, il 2 giugno 2012. Aveva il suo fan club chiamato FEZ club (amici di Eddie Zyne) e tutti venivano ai nostri spettacoli indossando le magliette FEZ. Manca davvero a molti.
C’è un musicista con cui ti piacerebbe collaborare?
Ci sono così tante persone di talento che hanno così tanto da offrire e da cui potrei imparare… Non posso davvero scegliere solo uno. Ho avuto l’opportunità di lavorare con l’ingegnere del suono nominato ai Grammy Steve Gordon e l’ingegnere del suono vincitore del Grammy Mike Fuller, mixando e masterizzando tutti i progetti dei The Livesays.
Ho lavorato con Clarence Clemons come sideman, ma mi piacerebbe davvero lavorare con un produttore. Questo è un qualcosa che non mi è mai capitato. Qualcuno come Brendan O’Brien (Springsteen) o Rick Rubin (Tom Petty, Adele) mi aiuterebbe a lavorare in maniera specifica su qualcosa che ho creato.
Sicuramente, poi, non mi lascerei scappare l’opportunità di lavorare con Paul McCartney.
Noi siamo italiani. Hai un qualche ricordo particolare legato al nostro Paese?
Amo l’Italia. Il cibo è il migliore e anche il peggior vino è buono! (ride)
Sono stato in Italia nel 2012 per presentare una mostra fotografica su Bruce Springsteen di Jo Lopez. Jo era il fotografo del tour e uno dei miei migliori amici.
Bruce era in tournée in Italia in quel periodo e la mostra coincideva con la tournée a Casalgrande in provincia di Reggio Emilia e all’Hard Rock Cafè di Firenze. Avevamo appena pubblicato il nostro primo CD “Rose Coloured Glasses” e stava ottenendo un po’ di attenzione in radio e in alcuni negozi. Ho suonato un paio di date acustiche a Reggio Emilia e all’Hard Rock Cafe di Firenze. Mentre ero a Firenze ho fatto uno spettacolo con John Strada. Un ragazzo eccezionale e un musicista appassionato di talento. Sono stato con la sua band e ci siamo divertiti tantissimo.
Stavo cercando di organizzare un piccolo tour degli Hard Rock Cafè di Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli con John e la sua band e The Livesays, ma purtroppo non si è mai materializzato. Ho ancora speranze di farlo un giorno.
Ultima domanda: un messaggio ai fans italiani
Amate la vita e per quelli di voi che ascoltano Bruce Springsteen, Tom Petty, Willie Nile…. Date una chance ai The Livesays. Sono sicuro che non rimarrete delusi.
Date una mano ai vostri vicini e indossate la mascherina rispettando la distanza sociale. Andrà tutto per il meglio e presto faremo rock di nuovo. Ciao! (Alessandro Gazzera)

 

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