Intervista a David Sancious, “Eyes Wide Open” e Bruce Springsteen

David Sancious, storico componente della E Street Band di Bruce Springsteen, presenta il suo ultimo disco "Eyes Wide Open"

David Sancious, vera a propria leggenda dellla musica, è uno di quegli artisti che con la sua musica sa davvero lasciare meraviglia, ma anche preziosi spunti di riflessione.
Storico componente della E Street Band di Bruce Springsteen, ha lavorato con musicisti del calibro di Peter Gabriel, Sting, Eric Clapton, Jeff Beck, Santana, Seal e Zucchero.
Oggi ci presenta il suo ultimo disco “Eyes Wide Open”. Il mondo di oggi raccontato con la sua grande maestria e con l’aiuto di tre batteristi come Vinnie Colaiuta, Will Calhoun e Michael Bland.
Ecco cosa ci ha raccontato tra musica e ricordi italiani:
Salve David, benvenuto! Questo periodo ha cambiato drasticamente le nostre abitudini. Come lo hai passato?
Questo momento lo sto trovando molto difficile come la maggior parte delle persone, ma sto facendo del mio meglio per rimanere il più positivo possibile. Yoga, tennis, ciclismo, abbuffate di Netflix e HBO e sto sperimentando molto in studio. Così è come passo il tempo.
Il tuo nuovo disco è veramente notevole. C’è una canzone a cui sei più legato?
Sono molto contento di tutte le canzoni e tutti i musicisti che hanno lavorato con me. Penso che, però, potrei essermi affezionato a Urban Psalm #3. Il testo è stato scritto dopo l’incidente di Rodney King molti anni fa. Solo poche persone hanno mai sentito la versione originale. Quando ho deciso quali canzoni mettere su questo CD, ho riarrangiato completamente questo pezzo.
Ho davvero adorato la canzone “War in Heaven”. Come è nata?
“War In Heaven” è ispirata dalla storia del libro dell’Apocalisse che descrive la lotta tra Dio e Satana. La mia intenzione era quella di creare una sorta di rappresentazione sonora di quell’evento. È un’altra canzone che è stata registrata anni fa e ho fatto alcune aggiunte recenti all’arrangiamento.
Il lavoro di Vinnie Colaiuta è incredibile e mi fa davvero impazzire ogni volta che ascolto questa canzone.
Si sente forte la tua voce in questo disco, è corretto definirlo la tua visione del mondo?
Sì, questa è la mia voce (letteralmente e figurativamente). Potete considerare questo disco come la mia descrizione del momento che il mondo sta vivendo.
C’è qualche chance di sentire questo album dal vivo?
Certamente. Non appena saremo in grado di viaggiare e fare concerti.
Nel 2019 hai lavorato con Bruce Springsteen sul suo “Western Stars”. Com’è stato tornare a lavorare con lui dopo tanti anni?
È sempre bello lavorare con Bruce. La sessione di Western Stars è stata divertente. Tre giorni, atmosfera molto rilassata, ma molto produttiva. Le canzoni sono così descrittive e melodiche che ho continuato a sentirle nella mia testa molto prima che l’album fosse pubblicato.
Hai suonato per tanto tempo con Peter Gabriel. Come descriveresti l’alchimia che si era creata tra voi?
Ho avuto la fortuna di incontrare Peter Gabriel quando mi ha contattato dopo aver ascoltato il mio primo album da solista “Forest Of Feelings” nel 1975.
Siamo rimasti in contatto negli anni e nel 1986 mi ha chiesto di far parte della band per il tour “So”. Da lì sono cominciate tante tournée e tante registrazioni.
Peter e io condividiamo l’amore per l’R&B, la musica classica e la musica etnica.
È divertente lavorare con lui e apprezza sempre molto quando qualcuno porta una buona idea su cui creare qualcosa.
Progetti per il prossimo futuro?
Il mio prossimo progetto sarà un’espansione di alcune delle idee e dei sentimenti di Eyes Wide Open, ma con una diversa trama sonora.
I miei pensieri stanno cambiando e vanno a modificarsi di giorno in giorno, questo perché sono influenzato da ciò che sta accadendo nel mondo.
Se dovessi mettere in piedi una sorta di “Band dei sogni” per una sera…
Se potessi mettere insieme una band all-star sarebbe:
Jimi Hendrix, Jaco Pastorius, Seal, Vinnie Colaiuta e io!
Noi siamo italiani e tu hai lavorato tanti anni con Zucchero. Hai qualche ricordo particolare legato all’Italia?
Ho ricordi molto cari dell’Italia che risalgono agli anni ’80, quando ho iniziato a lavorare con Zucchero, ma anche dagli anni di tournée con Sting e Peter Gabriel.
L’Italia è sempre una delle destinazioni preferite per qualsiasi cosa. Ricordo un tour in cui abbiamo suonato a Villa Manin e l’intero concerto è stato registrato.
C’era una grande atmosfera grazie all’entusiasmo della gente e abbiamo suonato eccezionalmente bene.
Il tuo messaggio per i fans italiani
Un messaggio per i fans: ” Grazie molte… Sono dispiaciuto per la vostra situazione. Ci vediamo ancora… In bocca al lupo! (Alessandro Gazzera)

 

 

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