Intervista a Billy Cox, dall’amicizia con Jimi Hendrix a Woodstock, passando per Buddy Miles e JJ Cale

Il primo incontro con Jimi Hendrix e le esperienze con JJ Cale e Buddy Miles, ma anche Woodstock ed una carriera incredibile: questo è Billy Cox

jimi-and-bill-sqating-n-strawJimi Hendrix è stato l’innovatore della musica rock, un cuore blues che ha sconvolto il mondo con le sue melodie. Al suo fianco c’era un bassista davvero speciale: Billy Cox.
Nato a Wheeling nel 1941 è stato un fratello per Hendrix ed ha scritto pagine di storia della musica. A CronacaTorino ha voluto raccontare una carriera incredibile con la speranza di esibirsi presto in Italia.
Buongiorno Billy, grazie per questa intervista… Per prima cosa ti chiedo: che novità ci sono sul pianeta Billy Cox?

Ciao Alessandro, grazie per avermi dato la possibilità di parlare un po’ con gli amici e i fans italiani. Proprio adesso io e la band siamo in studio a lavorare su un nuovo progetto. Dal momento che tutto è fatto in casa posso dirti che è davvero bello poter lavorare con i nostri tempi in questa fase della vita.
Il nostro ultimo CD, UNFILTERED-Billy Cox, può essere acquistato su CD Baby e su tutti i principali distributori digitali o basta visitare bassistbillycox.com per informazioni. Sul mio sito troverete poi anche tante informazioni su di me e su Jimi!
Spero che possiate anche guardare i miei 3 episodi STAR MAN che sono sul sito e anche su Youtube, lì parlo di Jimi e della Band Of Gypsys.
Recentemente abbiamo anche fatto un certo numero di show privati. Facciamo alcuni pezzi di Hendrix, alcuni nostri, ma anche alcune canzoni blues e pietre miliari dell’età dell’oro della musica R&B.
Jimi e io siamo cresciuti con il Blues e il R&B, erano qualcosa che ci piaceva e io li suono ancora. Il nostro spettacolo è davvero una sorta di viaggio nella storia della musica. Sto ancora cercando di chiudere l’Experience Hendrix Tours, solo questa primavera sono stato in ben 27 città!
Come nasce la tua passione per la musica?
Immagino che la mia passione per la musica sia merito della mia famiglia. Mia madre era una pianista e sono cresciuto ascoltando i maestri come Handle, Mozart, Liszt, Tchaikovsky, Gershwin e compositori come Ellington, Basie e Joplin. Mio padre ha suonato l’armonica e ho avuto uno zio che suonava il sax e un altro la tromba. La musica era costantemente attorno a me.
Hai parlato prima di Hendrix, com’era suonare con lui?
Jimi ed io eravamo entrambi ancora nell’esercito quando ci siamo incontrati. Eravamo nella 101esima stanziata a Fort Campbell, nel Kentucky. Lì ho sentito per la prima volta Jimi suonare.
Un altro soldato e io stavamo tornando alle nostre caserme, quando di colpo cominciò a piovere. Cercando un riparo, siamo finiti sulla veranda del Service Club # 1. La finestra era un po’ aperta e di colpo sentii quei suoni… Sembrava un mix tra Beethoven e John Lee Hooker.
Ho guardato dalla finestra e ho visto questo ragazzo magro che suonava una chitarra. Era lì che suonava da solo, non c’era nessun altro con lui. In qualche modo, ascoltandolo, sapevo solo che stavo ascoltando il mio destino. Il soldato che era con me non rimase per nulla impressionato da quello che stava ascoltando e quindi tornò alla caserma e allora io sono entrato e mi sono presentato.
Gli dissi che suonavo il basso e lui mi disse di trovarne uno e di fargli sentire qualcosa. Abbiamo iniziato a suonare Soul Twist di King Curtis. Jimi e io ci guardammo, a un certo punto durante la canzone, sorridemmo e il resto è praticamente storia.
Mi è piaciuto suonare con Jimi. Era un chitarrista e io, un bassista. I nostri strumenti credo che sapessero quanto amavamo suonarli e quanto le nostre mani si sarebbero spinte oltre per cercare nuove vette musicali. Jimi e io, anche se non avevamo un legame di sangue, eravamo fratelli sia sul palco che fuori. Siamo rimasti legati l’uno all’altro ed è stato naturale suonare e creare musica insieme
Suonare di notte con Jimi era magico, ma suppongo che Woodstock sia stato il concerto memorabile. È stato il primo concerto pubblico che ho fatto con Jimi da quando era diventato famoso e io non avevo mai suonato davanti a una folla così grande.
Prima di suonare, quando Mitch Mitchell guardò fuori e vide la folla, disse “WOW!”…. Guardai fuori e dissi “oh mio Dio!” Jimi guardò fuori e disse: “La folla ci darà la sua energia, noi la prenderemo e gliela rimanderemo”. Il risultato? Siamo rimasti sul palcoscenico quasi due ore.
Nel 1970 hai lavorato con Buddy Miles. Parlaci di quell’esperienza
Ho incontrato per la prima volta Buddy Miles nel 1969 a New York. Entrambi ci abitavamo allora e ci siamo piaciuti subito. Non solo ci divertivamo molto a suonare, ma ci piaceva stare insieme e ci capivamo a vicenda… In un certo senso con lui ebbi un rapporto quasi fraterno.
Suppongo che una delle ragioni per cui la Band Of Gypsys sia considerata uno dei gruppi più influenti della storia della musica rock è che Jimi, Buddy e io ci volevamo bene per davvero. Questo lo voglio dire ai giovani: è importante capire e anche voler bene a chi suona con te!
Buddy Miles è stato probabilmente uno degli artisti più talentuosi che abbia conosciuto e in lui c’erano un eccellente cantante ed un ottimo batterista, ma non solo: suonava anche la chitarra per mancini.
Anche oggi quando suoniamo “Them Changes” di Buddy Miles, c’è sempre magia. Siamo rimasti amici, abbiamo fatto concerti negli anni e siamo rimasti in contatto fino alla sua morte nel 2008. Il destino ha voluto che Buddy venne qui a Nashville nell’ottobre 2007. Siamo stati benissimo; abbiamo lavorato in studio e abbiamo avuto l’opportunità di trascorrere un po’ di tempo insieme, non sapendo che sarebbe l’ultima volta che ci saremmo visti.
Il 1979 ha portato la collaborazione con JJ Cale…
JJ Cale era un vero genio musicale e la sua voce qualcosa di unico. Era un ragazzo simpatico e lavorare con lui è stato davvero piacevole. Non sono sicuro del numero di album che mi hanno accreditato, ma ho trascorso un bel po’ di tempo in studio con lui.
Un ricordo divertente, JJ si presentava a volte con questa chitarra senza tracolla e sapevi che quella sarebbe stato il suo strumento per quella giornata.
Un messaggio per i nostri lettori
Grazie per aver mantenuto vivo lo spirito di Jimi Hendrix! Non vedo l’ora di visitare l’Italia, vedervi ed esibirmi. Be Blessed The Last Gipsy, Billy Cox. (A.G.)

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