Sci Discesa Maschile 2019, buona gara per Casse e Marsaglia

Buono il tredicesimo posto di Matteo Marsaglia (Centro Sportivo Esercito) a 1”,17/100 da Jansrud, mentre l'altro valsusino Mattia Casse (Fiamme Oro) si è piazzato diciassettesimo

Forse sarebbe stato meglio rinviare tutto, come ha detto a posteriori Dominik Paris, ma nessuno potrà dire che sul podio della Discesa maschile ai Mondiali di Aare siano saliti illustri sconosciuti. Alla fine è stata festa norvegese, con l’oro al collo di Kjetil Jansrud (Peer Gynt Alpinklubb), primo in 1’,19”,98/100. La medaglia d’argento sa di premio alla carriera per Aksel Lund Svindal (Nero Alpin) arrivato al suo passo d’addio e staccato di soli 2/100 dal connazionale. L’austriaco Vincent Kriechmayr (TVN Wels – Oberösterreich) era già stato argento in Super-G ha chiuso al terzo posto con 33/100 di distacco. Solo sesto invece Dominik Paris (Carabinieri) che, dopo essere partito fortissimo, ha commesso un errore decisivo, finendo lungo in una curva e accumulando alla fine 74/100 di distacco. Undicesimo invece il finanziere Christof Innerhofer, grande deluso di questi Mondiali, a 99/100. Buono il tredicesimo posto di Matteo Marsaglia (Centro Sportivo Esercito) a 1”,17/100 da Jansrud, mentre l’altro valsusino Mattia Casse (Fiamme Oro) si è piazzato diciassettesimo ad 1”,37/100.
Questa le loro considerazioni finali: “La gara è partita a sorpresa – ha detto Marsaglia – quando eravamo convinti di dover tornare in albergo. Vista la decisione di partire, mi aspettavo qualcosa di meglio in pista, invece era al limite o forse anche oltre. Io sono abbastanza contento di quello che è venuto fuori. La pista non era così impegnativa e dunque non così adatta alle mie caratteristiche, ancor meno in queste condizioni di neve e di tempo. Arrivare tredicesimo va anche bene, questa è una stagione in cui per me è importante ricostruirsi, portare a casa punti di gara in gara e poi giocarsi tutte le carte con i più forti”. Per Mattia Casse “la neve non era male, non è che si vedesse così male. Il problema era non sbagliare niente, non finire lunghi ed essere chirurgici. Io ho fatto un piccolo errore e lo paghi”.
Foto: Pentaphoto
Notizie: Ufficio Stampa FISI AOC

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