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L’undicesima edizione di Borgate dal Vivo

Tra artisti affermati ed esordienti, le emozioni trovano casa in provincia

Dal 26 giugno al 29 agosto va in scena l’undicesima edizione del festival multidisciplinare Borgate dal Vivo. I due mesi di cartellone si compongono di oltre trentacinque concerti, performance e spettacoli teatrali dislocati in un ampio territorio tra i versanti pedemontani e la cintura di Torino, con tappe anche in provincia di Cuneo. Nato e cresciuto in Val di Susa, angolo della provincia di Torino che confina con la Francia, nel suo percorso Borgate dal vivo ha saputo costruire legami in altre zone del Piemonte, lavorando con partner con cui condivide la fiducia nel potere della cultura di accadere anche, e soprattutto, dove non la si aspetta. Percorrendo le strade dei piccoli comuni, delle montagne, dei paesi che si spopolano ma non si arrendono, Borgate dal Vivo costruisce palchi provvisori e relazioni durature. Attraverso la presenza di artisti di livello nazionale e di proposte innovative, attrae nuovi pubblici invitandoli a cambiare lo sguardo sui luoghi.

I numeri del festival

Oltre trentacinque eventi in poco più di due mesi, quattordici comuni coinvolti nel cartellone principale tra la provincia di Torino e quella di Cuneo, altri tre che si aggiungono negli appuntamenti di anteprima, e poi i programmi paralleli rivolti alle famiglie con le “Storie in piazza Mistral” a Oulx e agli escursionisti con “Borgate in Cammino”: il percorso del festival prosegue nel 2026 consolidando da un lato i suoi elementi caratterizzanti, dall’altro ponendosi obiettivi sempre nuovi, elaborati a partire dalle delicate e complesse sfide del mondo contemporaneo. Lo fa con la forza degli 11.160 spettatori che nel 2025 hanno partecipato al festival superando, per la prima volta proprio nell’anno del decennale, l’importante soglia delle 10mila presenze.

Borgate dal Vivo sceglie di consolidare un lavoro svolto a partire da linee precise che, anno dopo anno, si rinsaldano e crescono: gli spazi, gli artisti, le collaborazioni.

I luoghi del festival

I luoghi sono, da sempre, il punto di forza di Borgate dal Vivo: ogni proposta artistica viene selezionata e progettata in relazione al contesto ospitante e al pubblico di riferimento, con l’obiettivo di generare un legame unico con il territorio in cui si svolge e contribuire alla valorizzazione e alla riattivazione di contesti spesso poco utilizzati per attività culturali. Sono così coinvolti centri storici e luoghi simbolici delle comunità, come piazze e borgate tra torinese e cuneese; beni culturali e architettonici capaci di amplificare l’esperienza artistica, tra cui il Castello di Susa, l’ex Caserma Musso a Saluzzo e i castelli di Lagnasco; nonché luoghi di valore sociale e comunitario come Casa Mistral a Oulx, che diventa sede di iniziative e attività inclusive rivolte alle famiglie.

La possibilità di ospitare artisti di richiamo in territori dislocati lontano dai grandi centri urbani passa principalmente dalla necessità di trovare spazi adeguati. Per il quarto anno consecutivo saranno quindi i mille posti dell’anfiteatro romano di Susa ad accogliere il weekend inaugurale del festival con Ambra Angiolini (protagonista di un testo di Stefano Benni, La misteriosa scomparsa di W), Cristiano De Andrè e Niccolò Fabi, in un innesto unico tra la storia millenaria della città e la suggestione poetica delle parole, in prosa o in musica. Allo stesso modo, come accade dal 2021 la chiusura tornerà al parco Robinson di Almese a fine agosto, mantenendo i nuclei del festival in quella stessa Val di Susa che l’ha visto nascere.

La mappa della valle si accende poi di altri nomi, dall’immancabile Forte di Exilles all’Arena delle Alpi di Venaus, passando per comuni piccoli ma vivaci come Sant’Ambrogio di Torino e Giaveno, e scende a sfiorare la pianura con Rivalta di Torino, ormai consolidatasi come accogliente arena per proposte di nicchia ma di altissima qualità, spesso con artisti provenienti dall’estero per occasioni pressoché uniche di ascolto.

L’importante rete di collaborazioni sviluppata sul territorio piemontese permette poi di esportare il marchio di Borgate dal Vivo oltre i confini della provincia di Torino, da Villafranca d’Asti ai piccoli comuni del cuneese (Lagnasco, Mondovì, Frassino e Balma Boves), grazie a spettacoli condivisi con rassegne che, a loro volta, valorizzano e animano territori divisi dai chilometri ma accomunati dalle caratteristiche.

Gli artisti del festival

Nel cartellone del 2026, in continuità con le edizioni passate, ai nomi di maggiore richiamo si affianca un’attenzione specifica per gli artisti under 35, valorizzando le novità dei contenuti e delle provenienze. Gli ospiti più attesi sono Niccolò Fabi, Cristiano De Andrè e Daniele Silvestri, inseriti nei contesti di maggiore capienza come l’anfiteatro di Susa e il complesso dei Castelli di Lagnasco. Il grande valore storico e architettonico del castello di Susa sarà arricchito dalla collaborazione con il Teatro Stabile di Torino, che porterà nel cartellone due spettacoli di artisti emergenti del suo circuito, oltre a essere sede del concerto del duo composto da Paolo Fresu e Pierpaolo Vacca. I contenuti teatrali si inseriscono nel programma già dal weekend di apertura, con il debutto alla regia di Ambra Angiolini su un testo di Stefano Benni. Andrea Scanzi porterà il suo racconto della figura di Giorgio Gaber, mentre Pablo Trincia ricostruirà il legame tra cronaca e narrativa alla base di A sangue freddo, con cui Truman Capote cambiò il mondo editoriale.

Musiciste come la pianista tedesca Olivia Trummer, la violoncellista irlandese Naomi Berrill e il duo, anch’esso irlandese, composto da Aoife Ní Bhriain e Cormac McCarthy, confermano invece il festival come uno spazio capace di attrarre talenti dall’estero e di offrire a un pubblico competente la possibilità di ascoltarli in occasioni uniche sul territorio piemontese.

Oltre agli spazi offerti agli artisti più giovani, il festival sostiene inoltre con attenzione la parità di genere, arrivando a un cartellone che sfiora il 50 per cento di presenza femminile tra gli artisti singoli (senza quindi contare i collettivi).

Le collaborazioni: un festival in espansione

La sostenibilità economica di un festival come Borgate dal Vivo, il cui budget si aggira intorno ai 500mila euro, è stata segnata lo scorso anno dalla perdita del sostegno ministeriale che, come per molte altre realtà culturali sul territorio nazionale, ha richiesto una riflessione resa meno dolorosa dalla rete di collaborazioni costruita nel tempo. A questa si devono, per esempio, i numerosi eventi di anteprima, che ruotano intorno al calendario ufficiale del Festival e che ne costituiscono parte integrante sia come contenuti artistici sia per i territori coinvolti. La risposta del mondo della cultura, ma anche dei territori, alle difficoltà economiche passa così dalla condivisione di competenze e proposte e dalla creazione di un circuito in cui gli artisti vengono esposti a spazi e pubblici diversi e moltiplicano le possibilità di visibilità.

Avigliana, da sempre uno dei comuni che ospita il festival, sarà sede, il 6 giugno, del primo concerto estivo, in occasione dell’inaugurazione della rinnovata Piazza del Popolo: un momento dal forte valore simbolico per la riappropriazione e vivibilità degli spazi pubblici. I Musei Reali di Torino ospiteranno il 12 giugno le Storie vere al 97% di Alessandro Barbaglia, spettacolo già transitato nei cartelloni curati da Revejo che ora arriva nel prestigioso spazio torinese. Teatro a Pedali, i cui spettacoli sono stati ripetutamente inseriti nel programma del festival degli anni scorsi, ricambia accogliendo il concerto a impatto zero di Elena Mil a Villafranca d’Asti il 20 giugno. E dopo la chiusura ad Almese, sarà ancora una volta Rivalta di Torino, il 5 settembre, a ospitare l’applauso conclusivo per il concerto di Naomi Berrill.

Le collaborazioni, tuttavia, sono parte integrante anche del cartellone principale: l’evento di maggiore richiamo del festival, il concerto di Daniele Silvestri, si avvale della fondamentale collaborazione con il D’Acord Fest, che da alcuni anni porta sulla mappa della musica piemontese lo straordinario complesso architettonico dei Castelli di Lagnasco. Il prestigioso Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo porta due concerti in condivisione, quello di Fresu e Vacca e quello degli irlandesi Aoife Ní Bhriain e Cormac McCarthy. Il partner di più lunga data, il festival cuneese Occit’Amo, collabora invece a tre date di respiro molto diverso: il giornalista sportivo Federico Buffa a Saluzzo; il monologo comico Non si mangia, prodotto da Revejo, a Frassino, e un incontro con la scrittrice Valeria Tron a Balma Boves. Novità dell’anno è la prestigiosa collaborazione con il Teatro Stabile di Torino, che arricchisce il cartellone con due proposte di artisti under 35 provenienti dal proprio circuito.

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