Musiche Accoglienti: dal 9 al 30 ottobre quattro appuntamenti online con le musiche nate dai suoni dell’ambiente

Quattro appuntamenti online per una nuova ecologia del suono, con le musiche nate dai suoni dell’ambiente che ci circonda

Ideate per accogliere il pubblico mentre accede agli spazi performativi, le Musiche Accoglienti sono performance nate sull’onda della musique d’ameublement (o de tapisserie) del grande compositore francese Erik Satie. Sono musiche che vivono nell’ambiente e lo fanno vivere.

Commissionate a quattro compositori di differenti età e residenti in diverse parti d’Italia – Victor Andrini, Riccardo Piacentini, Corrado Rojac, Giorgio Sollazzi – sono espressione di un modo rinnovato e qualitativamente consistente di vivere l’esperienza acustica del paesaggio sonoro nel quale viviamo immersi.

Le quattro musiche accoglienti saranno trasmesse dal 9 al 30 ottobre, tutti i sabati, sui canali Youtube e Facebook di Rive-Gauche Concerti. Si parte sabato 9 con gli “Abissi improvvisi” di Victor Andrini, basati su registrazioni ambientali e strumentali – perlopiù piccole percussioni di stalattiti e stalagmiti effettuate con diversi tipi di mazzuole e voci – all’interno delle Grotte di Toirano. “Polvere e corde” di Corrado Rojac del 16 ottobre, nasce dall’ascolto del Trio “Dumky” di Antonin Dvořak che ha evocato nel compositore i ricordi di quando in passato, da studente, ne acquistò lo spartito in un negozio di articoli musicali a Trieste. “L’Opera di Gaia e Selene” di sabato 23 di Giorgio Sollazzi è un “vento musicale” fatto di suoni quasi impercettibili composti da sezioni elettroniche ispirate a suoni naturali (l’acqua, il cinguettio degli uccelli, le campane). L’ultimo appuntamento, sabato 30 ottobre, è con i “Foto-songs ai tempi del coronavirus” di Riccardo Piacentini, nati da una serie di registrazioni di paesaggi sonori urbani effettuate a Torino durante le fasi del primo lockdown e del successivo post-lockdown.

Rive-Gauche Concerti è da anni impegnata sul fronte di una nuova ecologia del suono per una musica del presente che, senza rinunciare a un alto valore artistico, rifletta e faccia riflettere sulle problematiche dell’inquinamento acustico così come del silenzio e di una sua migliore (o semplicemente possibile) esperienzialità nei nostri contesti urbani. Con le musiche accoglienti si vuole stimolare la creatività di compositori aperti e sensibili a questa nuova ecologia del suono per progettare un percorso musicale immersivo che accompagni il pubblico dai luoghi “naturalmente” aperti a quelli performativi (che “chiusi” non dovrebbero idealmente mai essere). Un ponte di suoni organizzati, in altri termini musica, che conduca per mano dalla vita quotidiana all’esperienza performativa nell’ottica della foto-musica e del soundwatching, tenendo mente e orecchie bene aperti e anche criticamente sensibili alla deturpante invadenza di alcuni suoni dei paesaggi urbani. Una musica accogliente, quindi, pensata ad hoc nel più pieno rispetto dell’ambiente: dolce, sensibile, non invasiva, quasi sublimale, ispirata ai suoni del quotidiano ma senza banalità e abbrutimento, civilmente.

CALENDARIO

Sabato 9 ottobre, Victor Andrini “Abissi improvvisi”

Scrive l’autore: «L’archetipo della caverna racchiude molteplici significati: luogo protetto, regressione all’utero materno, ma anche inconscio primitivo e apertura a nuovi mondi. L’elettronica di “Abissi improvvisi” è basata su registrazioni ambientali e strumentali – perlopiù piccole percussioni e voci – effettuate all’interno delle Grotte di Toirano (SV). La percussione di stalattiti e stalagmiti, realizzata con diversi tipi di mazzuole, è stata autorizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Liguria con la supervisione del Servizio Guide delle Grotte».

Sabato 16 ottobre, Corrado Rojac “Polvere e corde”

Scrive l’autore: «Il brano nasce dall’ascolto del Trio “Dumky” di Antonin Dvořak che ha evocato in me le immagini di quando, in passato, da studente, ne avevo acquistato lo spartito qui a Trieste, in una viuzza del centro storico dove avevo scoperto un negozio di articoli musicali che ora non esiste più, scomparso assieme al proprietario, una persona bonaria, anziana, che prendeva le ordinazioni degli spartiti avvicinando all’orecchio una specie di corno che l’aiutava a combattere la sordità avanzante. Ricordo di esser poi capitato davanti al negozio oramai definitivamente chiuso; dalla saracinesca abbassata si vedevano ancora gli scaffali, ora impolverati, e, nella penombra, si notava qualche spartito sparso si di essi qua e là».

Sabato 23 ottobre, Giorgio Sollazzi “L’Opera di Gaia e Selene”

Scrive l’autore: «[…] Uno degli aspetti per me più stimolanti, concettualmente e musicalmente, è la presenza di sezioni elettroniche (composte senza usare suoni naturali: l’acqua, il cinguettio degli uccelli, le campane) complete e molto complesse, brani veri e propri che potrebbero anche essere presentati autonomamente ma trattati in modo che l’altezza sia tale da non poter essere uditi dall’orecchio umano. Il risultato, grazie agli altoparlanti che comunque li “eseguono” è un “vento musicale”. Sono certo che il cervello in qualche modo sia in grado di recepirli, sia pure in modo inconscio».

Sabato 30 ottobre, Riccardo Piacentini “Foto-songs ai tempi del coronavirus”

Così l’autore: «‘Foto-songs ai tempi del coronavirus’ nasce da una serie di registrazioni di paesaggi sonori urbani effettuate a Torino durante le fasi del primo lockdown e del successivo post-lockdown. In questa versione concepita come ‘musica accogliente’ l’intento è di immergere l’ascoltatore in una passeggiata costellata di suoni ambientali e narrazioni estemporanee che evocano, attraverso la speciale sensibilità dell’orecchio, alcuni momenti significativi di quelle due fasi così dense di drammaticità e di speranza. I reportage acustici si configurano qui come ‘musica’, con il suo tipico fraseggiare e una capacità organizzativa che affonda nelle tradizioni della sua storia».

Ufficio Stampa

Simona Savoldi

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