Coronavirus in Piemonte, gli aggiornamenti, rinviata Juventus Milan

Ore 22.30. Iniziativa per la didattica online. L’assessore regionale all’Innovazione e ai Servizi digitali ha convocato d’urgenza per domani mattina i vertici dei consorzi TopIx e Csi per mettere a punto un piano urgente che consenta ai docenti e agli studenti di svolgere l’attività didattica con videoconferenza in caso di ulteriori giorni di chiusura dei plessi scolastici.

Ore 22. Rinviata Juventus-Milan. La semifinale di Coppa Italia Juventus-Milan, in programma domani sera a Torino, è stata rinviata a data da destinarsi.

La decisione è stata assunta durante la riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica tenutasi oggi pomeriggio nella Prefettura di Torino, al termine della quale il prefetto, sentiti anche i Ministeri competenti, ha emanato un’ordinanza contingibile ed urgente che ha disposto il differimento della partita.

Nel corso della riunione l’assessore regionale alla Sanità ha riferito le risultanze e le valutazioni dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte in merito alla situazione determinata dal Coronavirus e alle misure precauzionali, nonché l’esigenza di evitare assembramenti massivi.

Ore 19. La situazione dei contagi. Sono diventati 63 i casi positivi: 40 in provincia di Asti, 6 in provincia di Torino, 4 nel Verbano-Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara, 2 nel Vercellese e 6 nell’Alessandrino, ai quali si aggiungono un paziente proveniente dalla provincia di Cremona e uno dalla provincia di Piacenza. Ne sono anche attesi sei da Finale Ligure. Sedici persone sono tuttora ricoverate in ospedale: 6 ad Asti, 4 a Novara e 3 all’Amedeo di Savoia di Torino, 2 ad Alessandria, 1 a Vercelli. Inoltre, altri 5 sono ricoverati in terapia intensiva. Sono 42 le persone in isolamento fiduciario domiciliare, la maggior parte componenti della comitiva reduce dal soggiorno di Alassio.

Finora sono 479 i tamponi eseguiti in Piemonte, 391 dei quali risultati negativi. Dall’Istituto Superiore di Sanità è stato al momento confermato un solo caso sui 63 complessivi. Per gli altri si attende ancora il responso dello stesso Istituto.

Ore 19. La riorganizzazione della rete ospedaliera. L’assessore regionale alla Sanità ha illustrato il piano complessivo di organizzazione della rete ospedaliera regionale dedicata all’emergenza: al momento sono disponibili 64 posti di rianimazione e 88 posti di post-acuzie. In particolare, sono coinvolte le strutture ospedaliere di Cuneo (5 rianimazione e 30 infettivi), Vercelli (12 terapia intensiva e 11 infettivi), Asti (17 terapia intensiva e 16 infettivi), Tortona (21 rianimazione, 21 degenza), Casale (20 nuovi posti malattie infettive per ricevere i pazienti non contagiati provenienti dalle altre strutture). In questo modo, il Piemonte è pronto ad affrontare un eventuale peggioramento della situazione, ritenuto peraltro probabile dalle proiezioni degli epidemiologi regionali.

Ore 18,30. Tortona primo “Covid-19 Hospital”. Sarà quello di Tortona il primo ospedale piemontese interamente dedicato all’emergenza Coronavirus. L’assessore regionale alla Sanità ha spiegato che l’ospedale è idoneo dal punto di vista strutturale ed è chiuso a causa dei contagi legati ad un uomo in terapia intensiva, ora trasferito alle Molinette di Torino. A questo ospedale potrebbe aggiungersene, se necessario,un secondo interamente dedicato alla gestione dell’emergenza.

L’ospedale di Tortona è stato interessato in questi giorni da un caso di contagio di Coronavirus, per cui risultano posti in osservazione alcuni sanitari e chiuso il Pronto soccorso. Una situazione che ha suggerito all’Unità di crisi di indicarlo come struttura interamente riservata al ricovero di pazienti contagiati dal virus in tutto il Piemonte, rispondendo a quanto era stato espressamente richiesto ieri dal Ministero della Salute. Nei prossimi giorni i pazienti attualmente ricoverati a Tortona verranno gradualmente trasferiti in altre strutture, in modo da consentire l’utilizzo esclusivo di tutti i reparti per l’emergenza.

Ore 18.30. Richiesta la collaborazione di tutti. Per contenere la diffusione del virus, l’assessore regionale alla Sanità e il coordinatore dell’Unità di crisi hanno chiesto la collaborazione di tutti i cittadini piemontesi, invitandoli a rispettare le norme di prevenzione e a limitare al minimo indispensabile le uscite in luoghi di assembramento. Comportamenti responsabili da parte della popolazione aiutano a mitigare l’impatto dell’onda lunga dei contagi sulle preziose risorse del Servizio sanitario nazionale. Minore sarà il numero dei casi affrontati dagli operatori degli ospedali e meglio questi potranno essere affrontati e curati, salvaguardando le preziose (e non infinite) risorse della Sanità.

Notizie: Ufficio Stampa Regione Piemonte (3 marzo 2020)

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