Favoreggiamento prostituzione Asti, trasportava donna richiedente asilo in auto

Il cittadino astigiano di 55 anni fermato è stato indagato per favoreggiamento della prostituzione.

PoliziaLa pattuglia della Polizia di Stato – Squadra Volanti della Questura di Asti la notte scorsa, nell’ambito dell’attività di prevenzione dei reati e controllo del territorio, in piazza Leonardo da Vinci ha proceduto a fermare su strada un’autovettura per sottoporre a controllo gli occupanti.
Secondo quanto spiegato, il conducente di una vettura, accortosi della presenza della pattuglia, dapprima ha rallentato, poi si è spostato di corsia su corso Einaudi, per eludere il controllo di Polizia. Ma la macchina sarebbe stata già oggetto di segnalazione giorni fa da alcuni cittadini con a bordo alcune donne verosimilmente dedite alla prostituzione.
In base a quanto appurato, alle ore 02.15 circa, la pattuglia ha individuato la macchina oggetto della nota di ricerca e l’ha costretta ad accostare per il controllo. A bordo un astigiano di 55 anni con due donne di origine nigeriana, di 21 e 25 anni, che sono risultate prostituirsi nella zona di corso Gramsci ad Asti.
Una delle due, che aveva nella borsetta un coltello che è stato sequestrato, è risultata irregolare sul territorio, e pertanto espulsa ed accompagnata al centro di Identificazione ed Espulsione di Roma. L’altra, richiedente asilo, è stata segnalata alla Questura di Torino per i successivi accertamenti.
L’astigiano è stato indagato per favoreggiamento della prostituzione.
Foto: wikipedia.org

1 COMMENTO

  1. Basta con quest’illogico reato di favoreggiamento dell’altrui prostituzione (articolo 3 n. 8 Legge 75/1958). Suggerisco di sollevare la questione di legittimità costituzionale della detta branca normativa, poiché tale sembra in contrasto con gli articoli 3 comma primo, 13 comma primo e 17 comma primo della Costituzione Italiana, siccome le leggi devono essere uguali per tutti, la libertà personale è inviolabile ed i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. In più, l’articolo 3 della Convenzione ONU 1949-51 prevede il fatto illecito in esame solo dove lo permette la legislazione nazionale dello Stato che ha ratificato (l’Italia nel 1980) la succitata norma internazionale.

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