Straniero trasferito in CPR Torino, era stato fermato per danneggiamenti

Dopo l’arresto, eseguito a seguito del danneggiamento perpetrato, il 22enne era stato assegnato ad una struttura ricettiva della provincia, anche in funzione della misura cautelare del divieto di dimora in Asti

Il cittadino 22enne, originario della Guinea, che si era reso responsabile, la sera del 10 febbraio u.s., del danneggiamento di diverse autovetture in sosta in piazza Catena, è stato allontanato dal territorio astigiano con provvedimento di questa Autorità di Pubblica Sicurezza, che ha disposto il suo trattenimento presso il Centro per il Rimpatrio di Torino.
Secondo quanto spiegato, dopo l’arresto, eseguito a seguito del danneggiamento perpetrato, il 22enne era stato assegnato ad una struttura ricettiva della provincia, anche in funzione della misura cautelare del divieto di dimora in Asti, inflittagli in sede di convalida dell’arresto.
In base a quanto appurato, tuttavia, anche presso la nuova struttura, il 22enne avrebbe, sin da subito, manifestato atteggiamenti violenti e minacciosi nei confronti degli operatori ed effettuato nuovi danneggiamenti.
Il 12 marzo scorso, infine, si sarebbe recato in Asti, dalla responsabile della struttura di accoglienza, per chiedere che gli venisse fornito del denaro. In tale circostanza, oltre ad aver minacciato la predetta, avendo violato il provvedimento cautelare inflitto dal giudice, veniva accompagnato in Questura e deferito alla locale Autorità Giudiziaria.
Avendo il 22enne, in questi ultimi mesi, manifestato un atteggiamento estremamente violento ed essendosi mostrato pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica, il 13 marzo u.s., sarebbe stato emesso un provvedimento di trattenimento presso il CPR di Torino, in attesa della definizione dell’iter giurisdizionale volto al definitivo rigetto o accoglimento dell’istanza per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, già negato in prima istanza dalla Commissione Territoriale di Torino.
Ieri, detto provvedimento è stato convalidato dal giudice del capoluogo piemontese, pertanto, il 22enne permarrà all’interno del CPR per il tempo necessario alla definizione della sua posizione sul territorio nazionale ed all’adozione dell’eventuale provvedimento di espulsione.

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