Intervista a Tim Staffell, il musicista inglese racconta una carriera dagli Smile ai giorni nostri

Tim Staffell, voce di quella band da cui presero il via i Queen del suo amico Freddie Mercury, racconta la sua incredibile carriera musicale

In occasione del Natale 2018 CronacaTorino.it ha intervistato il musicista e voce degli Smile Tim Staffell. Il geniale musicista di Ealing ha collaborato con Brian May e Roger Taylor in quella che viene considerata la band che generò i Queen del suo amico Freddie Mercury.
Lo abbiamo raggiunto per parlare della sua carriera musicale, dei suoi progetti futuri e per fare un piccolo regalo ai lettori che ci hanno seguito. 
Ciao Tim, cominciamo dal principio… Quando hai deciso che saresti diventato un musicista?

Stavo cantando e suonando nei primissimi anni sessanta… Ho sempre avuto l’istinto di cantare e una volta andai da un gentiluomo chiamato Georges Cunelli, un importante insegnante a Londra, che mi fece molti complimenti per la mia tecnica nel cantare.
Ho iniziato poi a suonare il basso con gli Smile… Non so se fossi davvero preparato per quella sfida, ma a quell’età eravamo tutti alla scoperta di qualcosa, ma credo negli anni di essere migliorato!
Il tuo ultimo album è molto bello. Da cosa nascono le tue canzoni?
Grazie per le belle parole. Molte cose strane ispirano gli scrittori e immagino di non essere diverso…
C’è un’ispirazione musicale prima di una qualsiasi parte cantata, una melodia si forma nella mia mente e all’improvviso mi accorgo che sto canticchiando o fischiettando quello che può essere una parte della canzone… Poi trasferisco tutto sulla chitarra.
Vanno poi a svilupparsi quelle idee che sono contenute nel concetto iniziale che avevo in testa, per esempio, non tutte le canzoni hanno bisogno di cori o di un ritornello… A volte capita anche che la canzone venga fuori in pochi minuti!
C’è una canzone in particolare che ti piace suonare?
Alcune delle mie canzoni sono diventate difficili da presentare in una forma acustica ridotta; Ho un nuovo materiale che è molto più facile da suonare e gestire durante un concerto, ma di solito mi piacciono molto “Lady’s Gone” e “Ill Wind”.
Vi giro anche il link a un podcast che potrebbe interessarvi. Eseguo qui 3 brani live fino alla fine, uno di questi è “Low Rent Blues” che è un nuovo brano destinato al mio prossimo album: https://www.mixcloud.com/TheChinwag/doin-alright-the-tim-staffell-story/
Quando vedremo il tuo nuovo disco?
Spero di iniziare con il nuovo album in primavera. Sarà un po’ diverso da’ aMIGO ‘e’ Two Late ‘, nel senso che intendo utilizzare una maggiore varietà di strumenti e tenderà molto al blues. Può ovviamente evolversi nel processo di registrazione e girare più in modo diverso dalle idee che ho in testa adesso… Staremo a vedere…
Come descriveresti l’esperienza con i 1984? Ci racconti un aneddoto di quel periodo?
Beh, certo, ero il cantante nei 1984, e suonavo anche l’armonica blues.
Spesso mi piacerebbe che non fossi arrivato a fare affidamento su uno strumento, perché a volte sminuisce la capacità delle persone di concentrarsi completamente sulla performance vocale.
Non avrei mai potuto essere un incredibile showman come Freddie, ma l’ultima volta che mi è davvero piaciuta la libertà di improvvisare è stata con i 1984. Eravamo, come sono certo che tu sai, una cover band di medio livello e la cosa funzionava mentre eravamo a scuola.
Alcuni dei concerti erano estremamente piccoli e forse non troppo ben frequentati. Ricordo un concerto del genere, in cui c’erano così poche persone tra il pubblico, che lo sciocco promoter cercò di far pagare la band per suonare il proprio concerto!
Come fu invece il periodo con gli Smile?
La gente dice che gli Smile hanno creato il modello per quello che poi è stato il sound dei Queen. Immagino che sia probabilmente vero, anche se era più simile a uno schizzo approssimativo, direi.
Sono stato assorbito dal cercare di avere uno stile nel suonare il basso, ma non sono sicuro di averne mai raggiunto uno plausibile. Durò solo poco più di diciotto mesi…
Stavo cominciando ad essere attratto da forme di musica che impiegavano molta più improvvisazione; in particolare blues e jazz. Forse siamo stati un po’ lenti a creare del materiale nostro e penso che alla fine io volessi altre cose.
Sono andato in America dopo aver lasciato la band e questo è stato un punto di svolta per me. Il primo album di Ry Cooder è stato pubblicato nel 1970 e mi ha spinto in una direzione completamente opposta.
C’è qualche progetto per il futuro con Brian May e Roger Taylor?
Non ci sono piani per future collaborazioni. In molti ci vedrebbero bene di nuovo insieme e certamente prenderei in considerazione una cosa del genere, ma non ci sono state proposte concrete.
Cosa penseresti di un nuovo album dei Queen con Adam Lambert alla voce?
Se hanno piani per produrre nuove canzoni… Beh, credo che la cosa sarebbe molto interessante!
Credo che gente come loro debba scrivere nuovo materiale! Mi piacerebbe davvero sentire qualcosa di nuovo con differenti stili.
Se dovessi creare una sorta di “All Star Band”, chi ci sarebbe insieme a te nel gruppo?
Questa è davvero difficile… Andrò oltre il limite: Dave Grusin – Piano. Herbie Hancock – Hammond Organ. Larry Carlton – Guitar. Ry Cooder, Slide Guitar. Marcus Miller – Basso. Harvey Mason – Batteria. Airto Moreira – Percussioni. Chris Thile – Mandolino. Tutto ovviamente surreale, ma davvero un esercizio divertente!
Ultima domanda: un messaggio per i fans italiani
Nei primi anni settanta ero tra le fila della band Morgan con Morgan Fisher, Maurice Bacon e Robert Sapsed. Abbiamo firmato con la RCA Roma e registrato due album negli splendidi Studios di Via Tiburtina.
Tra gli album, abbiamo girato molto, mi sono fatto molti amici, ho bevuto vini favolosi, ho mangiato molto di quella che considero la migliore cucina del mondo e in generale mi sono divertito molto.
Da allora sono venuto più volte in Italia, ho girato uno spot per la TV a Milano e stato un turista impaziente perché ho sempre aspettato con ansia la possibilità di tornare nel vostro Paese. Sono immensamente grato ai miei fan italiani per le loro belle parole e il loro continuo supporto. Spero di poter visitare di nuovo il Bel Paese molto presto, ma nel frattempo auguro a tutti voi un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!

Si ringrazia Tim Staffell per la simpatia e la disponibilità
Foto: Pagina Tim Staffell

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