Intervista a Suzi Quatro, una storia di rock n roll su CronacaTorino

Suzi Quatro si racconta tra il documentario "Suzi Q", l'album "No Control" e la celebre apparizione in "Happy Days" come "Leather Tuscadero"

Il rock ha sicuramente in Suzi Quatro una delle sue Regine. La grintosa ragazza di Detroit, ma con origini a Sulmona in Abruzzo, è sulla breccia dagli anni 70 quando con il suo basso provava a conquistare il mondo.
Il suo sogno di musicista continua a viverlo anche oggi con un nuovo album “No Control” e il documentario “Suzy Q”. A CronacaTorino ha raccontato i suoi progetti, ma anche l’apparizione nella serie Happy Days come “Leather Tuscadero” e la voglia di continuare a fare musica.
Ciao Suzi, che novità ci sono sul pianeta Suzi Quatro?

Sono nella stessa situazione di tutti, la vita non è per niente facile. Però è questa la vita e dunque mi tengo molto impegnata, sto scrivendo il mio prossimo album e ho giò dieci canzoni pronte. Sto anche lavorando a nuove tracce e mi mantengo sempre attiva.
Questo virus ha cambiato le nostre abitudini. Come passi le giornate?
Ho creato una routine per la giornata, un qualcosa che mi aiuti a stare attiva. Mi sveglio, prendo un drink vitaminico, che è la mia spremuta di frutta, e poi bevo il mio caffè ascoltando le news per una mezzora.
Poi mi collego online e posto il mio “Suzi’s Thought” del giorno con una foto. Mi sposto poi sui miei profili di Facebook e qui c’è tutta la mia corrispondenza.
Dopo tutto questo vado in salotto e registro le mie “Bass Lines” che stanno diventando molto popolari. Alla fine prendo tutto quello che mi serve e scrivo per registrare in studio… Come ti dicevo sono davvero molto impegnata.
Il tuo ultimo album “No Control” è davvero notevole. C’è una canzone a cui sei più legata?
Beh, direi che è impossibile scegliere. Non ci sono canzoni messe a caso per allungare e sono sicura che anche puoi concordare. L’album ha tantissimo cuore, saggezza e un sound sicuramente molto duro. Personalmente la canzone che mi rappresenta di più è “No Soul/No Control”.
Ascoltando il tuo disco mi ha particolarmente impressionato la canzone “I Can Teach You Fly”. Da dove è nata l’ispirazione per scriverla?
Beh il titolo è venuto per primo, ma è stata accidentale la cosa. Richard, mio figlio, e io eravamo seduti nel patio lavorando su nuovo materiale e lui mi disse “Mamma, non sono mai stato così preso… Adoro davvero scrivere canzoni”. Io gli risposi “Richard, I Can Teach You Fly”.
Ci siamo guardati e abbiamo capito che era nato qualcosa, mi sono poi spostata ad Amburgo dove mio marito ha la sua casa. Lì ho iniziato a suonare il mio basso ed è venuta fuori la canzone, non c’è stato nulla di cervellotico… Tutto molto spontaneo!
Come crei una canzone? Da cosa nasce l’ispirazione?
Scrivo raramente un qualcosa di narrativo… Sono una persona molto, molto sensibile e questo va oltre l’essere un’artista. Tengo tutti i canali aperti e quando trovo un qualcosa che mi colpisce scrivo un poema o una canzone.
Adoro davvero scrivere e non sono una che ha l’ispirazione “corta”. La vita stessa mi ispira sempre.
Presto vedremo il tuo documentario “Suzi Q”. Come nasce l’idea di questo speciale sulla tua carriera?
C’è stato una sorta di documentario su di me circa vent’anni fa… Storia lunga… Sono stata avvicinata da un regista australiano che mi ha subito intrigato, il progetto che mi ha proposto poteva davvero permettermi di raccontare mia storia. Ho insistito sin dal primo giorno perché la storia fosse onesta, cruda e reale. La critica ha davvero capito questo aspetto. Si tratta di una storia vera e propria… Farò il film della mia vita!
Dal documentario emerge anche come tu sia il punto di riferimento per diverse generazioni di musiciste e non solo. Cosa provi in questo senso?
Penso che sia davvero fantastico se ho aiutato altre persone ad essere quello che volevano. Ne sono davvero onorata…
Tutti qui in Italia conoscono la tua musica, ma sarai anche sempre ricordata come la Leather Tuscadero di Happy Days. Ci parli dello show?
Un grandissimo show! Mi fu offerta la possibilità di partecipare ad Happy Days quando in tour in Giappone. Non conoscevo, sinceramente, la serie perché dal 1971 vivevo in Gran Bretagna, ma mi assicurarono che sarebbe stata qualcosa di grandioso.
Sono molto felice di esser stata parte di Happy Days, feci l’audizione e rimasi per ben tre stagioni nel cast. Il commento di Henry Winkler alla fine di “Suzi Q” è probabilmente il mio preferito.
Nel 2005 hai registrato “Desperado” con Jeff Beck. Com’è stato lavorare con lui?
Conoscevo Jeff da molto tempo. Lui era con Mickie Most quando venne a Detroit per registrare alla Motown.
Jeff venne anche a vedere la mia band e gli chiesi se avesse voglia di suonare su quella canzone. Lui mi disse subito di sì e fece un lavoro stupendo.
Tornando al presente, quali sono i progetti per il futuro?
SPV ha una opzione per un secondo album e la cosa è grandiosa. Quindi lavoriamo su questo progetto!
Come sai siamo italiani. Hai qualche ricordo particolare legato all’Italia?
Beh, sono italiana per metà. Quindi siete nel mio sangue!
Il tuo messaggio per i nostri lettori
Grazie per avermi seguita in tutti questi anni. Spero che vi piacciano tutti i progetti che ho portato avanti e che continuerete a seguirmi. Tanto amore!
La sola e unica… Suzi Quatro (Alessandro Gazzera)

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