Intervista con Brian Auger e Alex Ligertwood, i due musicisti su CronacaTorino. Fotogallery

Nella serata presso "Rock & Folk" a Torino gli appassionati hanno avuto modo di conoscere due mostri sacri della musica: Brian Auger e Alex Ligertwood

Nella serata presso “Rock & Folk” a Torino gli appassionati hanno avuto modo di conoscere due mostri sacri della musica: Brian Auger e Alex Ligertwood.
I due formano la colonna portante degli Oblivion Express in una amicizia che è cominciata negli anni ’70 e che prosegue oggi. Ecco cosa ha raccontato Brian Auger ai nostri microfoni:
Ciao Brian, benvenuto a Torino!

Grazie ragazzi!
Che concerto deve aspettarsi chi viene a vederti?
Beh possono aspettarsi della musica divertente e molto bella.
Arrivi da una lunga esperienza al fianco di Zucchero. Com’è stato lavorare al suo fianco?
Sono stati tre anni fantastici, conoscevo Zucchero da prima, ma non c’era mai stata la possibilità di suonare insieme.
Quando è arrivato il momento di suonare è stato tutto fantastico! Sono un sincero ammiratore di Zucchero e adoro sia il suo modo di scrivere che il suo saper spaziare su più generi.
Sei qui in Italia con Alex Ligertwood, come nasce questa amicizia tra di voi?
La nostra storia comincia nel 1971, avevo già fondato gli Oblivion Express e cantavo anche, ma a me sinceramente non è mai piaciuto cantare e suonare… Volevo qualcosa di diverso e ho sentito la voce di Alex in un album con Jeff Beck e ho pensato a quanto fosse pazzesco quello che riusciva a fare. L’ho invitato a registrare con noi per il nostro secondo album e da lì è cominciata una bella storia…
Attorno al 1977, eravamo in America, Santana gli fece una proposta che non si può rifiutare e dunque ci siamo persi di vista per i successivi 15 anni. Dopo scoprii che abitavamo entrambi sulla West Coast a poca distanza l’uno dall’altro… Ed eccoci qui ora!
Hai lavorato con tantissimi artisti con la stessa passione e sempre un notevole successo… Qual è il tuo segreto?
Il mio segreto? Seguire il cuore… Sono stato molto fortunato nel suonare quello che mi piaceva con chi mi piaceva. Ho avuto la fortuna di lavorare e crescere anche dei figli, quindi in realtà non c’è un vero segreto… Solo duro lavoro e una capacità di saper suonare un po’ ovunque, io arrivo da una base jazz, dall’R&B e Blues. Ho ascoltato tanta musica e sono riuscito a fare mie tante cose…
Quali sono i progetti dopo questo tour?
La realtà è che non ho nulla in mente… Sono stato molto impegnato in questi anni e non ho avuto il tempo di sedermi e ascoltare me stesso. Ho bisogno di un momento di quiete e poi le idee arriveranno da sole.
Il tuo messaggio per i fans italiani
Provo tanto affetto per l’Italia e per i miei amici italiani… Io chiamo amici tutti coloro che formano il mio pubblico! L’Italia mi ha sempre accolto sin dall’inizio e mi ha dato anche una moglie da Cagliari. A novembre ci sarà il nostro 50esimo anniversario, ho quindi una forte connessione con l’Italia!
Possiamo considerarti un po’ italiano dunque?
Beh, direi per metà sì! Quando ero al ginnasio ho studiato il latino che mi ha aiutato nell’imparare altre lingue, poi ho studiato la storia romana che è davvero molto interessante.  Comunque è sempre bello arrivare qui in Italia, c’è sempre un grande benvenuto da parte di tutti e lo apprezzo molto.
Grazie Brian
Grazie a voi!

Girando tra i dischi del negozio incontriamo anche Alex Ligertwood. Per l’ex cantante della band di Carlos Santana si tratta di un ritorno in città. Ecco cosa ci ha raccontato:
Alex Ligertwood, hai una carriera incredibile alle spalle piena di successi tra Santana e tanti incredibili lavori

Grazie mille, è sempre importante sentirlo!
Non è la tua prima volta a Torino, come hai trovato la città?
Manco da tanti anni, l’ultima volta che sono stato qui ero parecchio più giovane! Sfortunatamente non ho avuto modo di vedere la città, troppa pioggia e dunque nessun giro…
Pronto per il concerto con Brian?
Assolutamente sì!
Alessandro Gazzera
Foto: Antonella Mastria

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